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Comunicati e Notizie
17/02/2017
CONFERENZA STAMPA - Le grandi incompiute del nostro Paese: Cartografia Geologica e Microzonazione Sismica. Intervento Societą Geologica Italiana

La sequenza sismica che sta funestando dall’agosto scorso le zone interne dell’Appennino centrale, da Amatrice a Norcia e Campotosto, ha ‘improvvisamente’ riportato al centro dell’attenzione generale quanto il territorio italiano sia fagile ed esposto a un numero elevato di rischi geologici. Allo stesso tempo, con cronometrica puntualità, i disastri naturali al momento del loro riapparire riportano alla ribalta il ruolo del “geologo” nel nostro Paese, e la  necessità di avere una cartografia geologica ufficiale aggiornata e a una scala utile per poter costituire un valido strumento di lavoro sia per i professionisti chiamati a mettere in sicurezza il patrimonio abitativo e culturale del nostro Paese sia per i geologi che abbiano il compito di approfondire gli effetti di sito attraverso la microzonazione sismica.

Per un paese moderno che voglia promuovere uno sviluppo e utilizzo sostenibile del suo territorio, al riparo dal rischio che eventi naturali possono causare in seguito a fenomeni di natura sismica, vulcanica e/o idrogeologica, appare irrinunciabile munirsi di cartografie geologiche moderne e alla scala adeguata (1:50.000 e 1:5.000), che coprano l’intero territorio nazionale, comprese le sue acque territoriali.

La copertura della vecchia cartografia geologica, a scala 1:100.000, oltre a essere inutilizzabile per molti scopi legati sia alla valutazione delle periocolosità geologiche del territorio sia alla progettualità geo-ingegneristica, risulta essere obsoleta e in molti casi legata a concetti oramai sorpassati dalle acquisizioni scientifiche in ambito geologico e geodinamico ottenute dagli anni sessanta del secolo scorso a oggi.

In particolare nelle aree epicentrali dei recenti terremoti la sola base cartografica geologica ufficiale è alla scala 1:100.000 ed è assolutamente inadeguata sia per la mancanza di dettaglio sia per il fatto che i fogli Norcia e l’Aquila, ad esempio, sono stati realizzati, rispettivamente, nel 1941 e nel 1955, precedentemente all’acquisizione di quelle conoscenze geologiche e geodinamiche che hanno portato alla formulazione e affermazione della “Tettonica delle Placche” che ha ridefinito completamente il quadro dell’evoluzione tettonica dell’Appennino (e delle zone limitrofe) e i conseguenti effetti.

Appare chiaro che sia un compito imprescindibile per questo Paese dotarsi di strumenti geologici in senso lato (cartografia geologica e di microzonazione sismica) che possano fornire agli addetti, a livello professionale (geologi, ingegneri, geometri, architetti), alla messa in sicurezza del patrimonio abitativo e culturale dai rischi naturali (vulcanico, sismico, idrogeologico) o alla progettazione futura di opere edili o viarie, gli strumenti essenziali per la corretta e sostenibile progettazione.

La Società Geologica Italiana si sta battendo da anni affinché le forze politiche di questo Paese condividano la necessità di concludere l’opera della cartografia geologica varata con i dispositivi di legge 67 del 1988 e 305 del 1989, e arenatasi in mezzo al suo cammino per mancanza di fondi, e al rilancio dell’altra grande incompiuta rappresentata dalla mappatura di dettaglio della pericolosità sismica locale attraverso la microzonazione sismica. Anche ultimamente, nell’ambito delle consultazioni del “Progetto Casa Italia” a Palazzo Chigi, i rappresentanti della Società Geologica Italiana, unitamente a quelli di INGV, CNG, ISPRA, e CNR, hanno ribadito queste irrinunciabili necessità.

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