ABSTRACT
Southern Apulia (Adriatic foreland, Italy), has long been considered a «stable area» lying in between two active orogens, but in factits tectonic framework is poorly known. To learn more about this topic, we carried out an original structural analysis on Pleistocene deposits. The results indicate that southern Apulia has been affected by mild but discernible brittle deformation throughout the Middle and Late Pleistocene. Joints prevail, whereas faults are rare and all characterized by small displacement. Horizontal extension dominates throughout the entire study area; the SW-NE to SSW-NNE direction is the most widespread. WNW-ESE extension prevails in the Adriatic side portion of the study area, but the dispersion of the measured plane directions is high, suggesting that the local strain field is not characterized by a strongly predominant trend. A Middle and Late Pleistocene, SW-NE to SSW-NNE–oriented maximum extension is not surprising for the study area, as it is compatible with most of the available geodynamic models, whereas the different state of deformation affecting the Adriatic side of the study area requires further investigations.
We tentatively interpreted this anomaly as reflecting some regional variation of the general geodynamic frame, for instance as the farthest evidence of ongoing compressional deformation across the W-verging Albanide-Hellenide fold-and-thrust belt.
KEYWORDS: active tectonics, brittle deformation, Pleistocene, Salento.
RIASSUNTO
Deformazione tardo-quaternaria dell’avampaese Adriatico meridionale (Puglia meridionale) da dati mesostrutturali: risultati preliminari.
La Puglia meridionale, parte dell’avampaese Adriatico emerso, è stata a lungo considerata un’area tettonicamente e sismicamente «stabile», collocata tra due orogeni sismicamente attivi come la cate-na Appenninica e quella Albanide-Ellenide. In realtà, l’attività tettonica recente di questa parte di avampaese è scarsamente conosciuta e mancano dati mesostrutturali a riguardo. Per acquisire maggiori conoscenze su questo tema, abbiamo condotto un’analisi strutturale alla mesoscala su depositi di età a partire dal tardo Pleistocene Infe-riore. I primi risultati indicano che la Puglia meridionale è stata interessata da una deformazione fragile, debole ma riconoscibile, durante il Pleistocene Medio e Superiore. Le fratture estensionali, molto spesso organizzate in sistemi, prevalgono nella quasi totalità dei siti investigati, mentre le faglie sono rare e tutte caratterizzate da piccole entità di rigetto. L’estensione risulta dominante in tutta l’area di studio, sebbene con direzione variabile. La direzione di estensione SW-NE to SSW-NNE è la più diffusa; caratterizza siti che di solito mostrano sistemi di fratture ben organizzati e definiti, con un basso grado di dispersione rispetto alla direzione dominante. Nel lato prospiciente la costa Adriatica, invece, l’estensione si presenta con un diverso stile deformativo. Qui, infatti, prevale una direzione di estensione WNW-ESE, ma in questo caso la dispersione delle direzioni dei piani misurati è maggiore che nel caso precedente e suggerisce un campo di deformazione locale non caratterizzato da un netto andamento predominante. Da un punto di vista regionale, una direzione di estensione orientata SSW-NNE, riferita al Pleistocene Medio e Superiore, non appare sorprendente per l’area di studio, essendo largamente compatibile con i modelli geodinamici disponibili in letteratura. La possibilità che più eventi deformativi siano occorsi nel periodo di tempo considerato, come anche il quadro leggermente diverso emerso per il lato Adriatico, richiedono invece ulteriori indagini. Nell’ambito dell’estensione generalizzata dell’intera regione, quest’ultimo è stato preliminarmente interpretato come possibile espressione di una variazione locale all’interno del quadro geodinamico generale, ad esempio come evidenza remota della deformazione compressionale attiva nella catena per pieghe e accavallamenti W-vergenti delle Al-banidi-Ellenidi.
TERMINI CHIAVE: tettonica attiva, deformazione fragile, Pleistocene, Salento.
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