RIASSUNTO
Nel Bacino di Tarquinia (Lazio nord-occidentale) è presente una successione plio-pleistocenica connessa a tre cicli deposizionali trasgressivi. Essa comprende il Sintema di S. Savino (peliti di ambiente circolitorale) del Pliocene inferiore, cui seguono il Sintema di Tarquinia con i due membri eteropici del Macco (calcareniti organogene e sabbie ibride) e delle Sabbie di Poggio Gallinaro (sabbie ibride) del Pliocene medio-superiore e il Sintema di Poggio Martino (sabbie e ghiaie di spiaggia) del Pliocene superiore-Pleistocene inferiore. Quest’ultimo corrisponde al terrazzo marino più antico (circa 175 ms.l.m.) dei cinque individuati nel Quaternario nel Bacino di Tarquinia. Sono stati prelevati 646 ciottoli delle ghiaie del Sintema di Poggio Martino in quattro stazioni di campionamento e divisi in 4 classi granulometriche individuabili attraverso la misura dell’asse medio b(8-16 mm; 16-32 mm; 32-64 mm; 64-128 mm). L’analisi tessiturale ha evidenziato una misura media di b variabile tra 20,55 mm (stazioneS1) e 33,88 mm (stazione S4) e una maggiora frequenza di ciottoli nella classe granulometrica 16-32 mm. L’analisi della morfometria, mediante la misura degli indici di appiattimento, dissimmetria,smussamento, arrotondamento, oblate-prolate, sfericità e tramite l’individuazione delle forme, ha evidenziato una elaborazione non molto spinta, dovuta in parte alle caratteristiche litologiche dei ciottoli. L’analisi composizionale mette in luce, oltre all’abbondanza di litotipicalcarei (calcari marnosi, calcari silicei, calcareniti, arenarie quarzo-so-micacee, areniti ibride), anche una cospicua frequenza di materia-li particolarmente durevoli e resistenti all’usura come selci e quarziti. In particolare si osservano valori minori dell’indice di arrotondamen-to, smussamento e appiattimento nelle stazioni S2, S3 e S4 in cui sel-ci e quarziti sono più frequenti. I caratteri tessiturali e morfometrici dei clasti del Sintema di Poggio Martino indicano che le ghiaie hanno subito un trasporto fluviale. Le dimensioni non elevate della maggior parte dei clasti e i valori degli indici morfometrici ci suggeriscono una energia di trasporto non elevata e una deposizione in ambiente costiero. L’area di alimentazione delle ghiaie è stata individuata nel settore dei Monti Romani, circa 35-40 Km a NW dell’area di deposizione. In tale settore affiorano la Formazione di Sillano e il Flysch della Tolfa del Cretacico superiore-Eocene, che hanno prodotto i ciottoli di calcare marnoso, calcarenite fine, calcare siliceo, selce e arena-ria quarzoso-micacea, la Formazione del Verrucano del Trias dalla quale derivano le quarziti e l’Arenaria di Manciano del Messiniano superiore da cui provengono le areniti ibride e il Calcare cavernoso del Trias superiore immediamente a SW della Formazione del Verrucano, che non ha prodotto clasti. La singolare mancanza di clasti del Calcare cavernoso nelle ghiaie, nonostante tale unità sia molto estesa sul lato occidentale dei Monti Romani fino al Promontorio dell’Argentario, si spiega ammettendo che il reticolo di drenaggio non ha in-teressato il Calcare cavernoso, rimanendo confinato ad una ristretta fascia dei Monti Romani.
TERMINICHIAVE: Bacino di Tarquinia, Pliocene, Sistema di Poggio Martino, spiaggia, ghiaie, morfometria, area di alimentazione
ABSTRACT
Sedimentological and compositional characters of the Poggio Martino Synthem gravels, Plio-Pleistocene Tarquinia Basin, Central Italy.
The Tarquinia Basin (BARBERI et alii, 1994) in north-western Latium has been filled by a Plio-Pleistocene succession connected to three transgressive depositional cycles. This succession includes the Early Pliocene S. Savino Synthem (circalitoral pelites), followed by the Middle-Late Pliocene Tarquinia Synthem consisting of the two interfingering Macco (skeletal calcarenites and hybrid sands) and Poggio Gallinaro Sands (hybrid sands) members (both foreshore and shoreface deposits) and the Late Pliocene-Early Pleistocene Poggio Martino Synthem member (sands and gravels of shore environment).The last synthem corresponds to the oldest marine terrace, at about 175 m height, among the five Quaternary terraces recognized in the Tarquinia Basin (BOSI et alii, 1990). 646 pebbles have been collected in four sites from the Poggio Martino Synthem gravels, subdividing them into four grain size classes (8-16 mm; 16-32 mm; 32-64 mm; 64-128 mm) by the intermediate axis b. The texture analysis shows that the axis b mean values range between 20,55 mm (site S1) and33,88 mm (site S4) and the 16-32 mm grain size class includes the majority of clasts. The morphometric analysis, performed by measuring flatness index (CAILLEUX, 1945), dissymmetry index (CAILLEUX,1945), rounding off index (CAILLEUX, 1945), roundness index(DOBKINS& FOLK, 1970), oblate-prolate (DOBKINS& FOLK, 1970),sphericity index (SNEED & FOLK, 1958) and by detecting the clast forms, suggests that clasts did not undergo a high elaboration, in part due to their lithological characteristics. The compositional analysis allowed to recognize a very high amount of calcareous lithologies (marly limestones, siliceous limestones, calcarenites, quartz rich sandstones, hybrid arenites) coupled with a high frequency of hard and wear resistant clasts like cherts and quartzites. In particular the lower values of roundness, rounding off and flatness have been recognized in sites S2, S3, S4 in which charts and quartzites are more abundant. The texture and morphometric data suggest that the gravels have been transported by streams. The grain size of gravels and the morphometric indexes suggest that streams should have been characterized by a moderate energy and the solid load was deposited in the coastal environment. The gravel source area has been detected in the Mounts Romani sector about 35-40 km NW of the Poggio Martino Synthem area. This sector consists of the Late Cretaceous-Eocene Sillano Formation (Galestri and Palombini of SIGNORINI, 1967) and Tolfa Flysch (unità liguridi; ABBATE & SAGRI, 1970; FAZZINI et alii,1972; BOCCALETTI et alii, 1987; CIVITELLI & CORDA, 1993),which produced the marly limestones, siliceous limestones, calcarenites, cherts and quartz and mica rich sandstones clasts, of the TriassicVerrucano Formation (ALBERTI et alii, 1970; BOCCALETTI et alii, 1997) from which quartzites are derived, of the Late Messinian Manciano Sandstone (GIANNINI, 1957; SIGNORINI, 1967; PELLEGRINI, 1967a; 1967b; MALESANI & MANETTI, 1967; DESSAU et alii, 1972; FONTANA, 1980a; 1980b; MARTINI et alii, 1995; BARBIERI et alii, 2003) which produced the hybrid arenite clasts and the Late Triassic Cal-care cavernoso (ALBERTI et alii, 1970; BOCCALETTI et alii, 1987) immediately SW of the Verrucano Formation which did not produce any supply. The strange lack of Calcare cavernoso clasts in the gravels, despite this formation is widespread on the western side of the Mount Romani till the Argentario Promontory, suggests that the drainage network has not affected the Calcare cavernoso, being confined in a narrow belt of the Mount Romani.
KEYWORDS: Tarquinia Basin, Pliocene, Poggio Martino Synthem, shore, gravel, morphometry, source area.
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