ABSTRACT
Detailed geological-geomorphological investigations, carried out in the Ionian coastal belt between the Trionto River and the Colognati River, allowed us to set up a tectonic-sedimentary model of the northern flank of the Sila Massif during Pliocene-Pleistocene times. The study area is characterised by a distinct step-like topography displaying a well-preserved flight of coastal plain (alluvial/marine) terraces, arranged in five altimetric orders (T1 to T5). The deposition of sandy-clayey marine sediments of Middle Pliocene age (CTSL Unit) and beach sandstones grading upward to gray silty clays, referred to the Emilian-Sicilian (Bisciglia Unit) on the basis of micro paleontological analysis, has been related to a phase of subsidence, likely induced by the activity of E-W trending extensional faults. The Bisciglia Unit grades westward into conglomerates, sand-stones and silty-clay sediments forming part of juxtaposed and super-imposed deltaic (and subordinate alluvial/beach) deposits. A phase of subaerial landscape modelling, starting from the Middle Pleistocene, marks the end of subsidence and the onset of a rapid uplift which, interacting with eustatic sea-level changes, gave rise to the five orders of terraces. The uplift rate of the whole area ,inferred by correlating the terrace surfaces with the paleoclimatic curve proposed by BINTANJA et alii (2005), is 0.65 ±0.1 mm yr-1. However, the contemporaneous occurrence of extensional fault activity in the area induced variations in the uplift rates, which actually range between 0.52 and 0.88 mm yr_1 in relation to the distance from the fault trace. These data highlight the competing role of fault activity and regional uplift in controlling vertical movements and surface topography at the local scale.
KEYWORDS: Uplift, extensional tectonics, coastal plain terraces, Calabria, Italy.
RIASSUNTO
Movimenti verticali nel margine ionico del Massiccio della Sila (Calabria, Italia).
Ricerche geologico-geomorfologiche di dettaglio, condotte nella fascia collinare ionica compresa tra i fiumi Trionto e Colognati, hanno consentito di elaborare un modello evolutivo tettonico-sedimentario del margine settentrionale del Massiccio Silano durante il Plio-Pleistocene. L’area di studio è contraddistinta da una topografia a gradinata prodotta da una serie discretamente conservata di terrazzi di piana costiera (fluvio-marini), disposti in 5 ordini altimetrici (da T1 a T5).La deposizione di sedimenti marini argilloso-arenacei di età medio pliocenica (Unità CTSL) e di sabbie di spiaggia fossilifere passanti verso l’alto ad argille siltose grigie riferite all’Emiliano-Siciliano (Unità di Bisciglia) sulla base di indagini micropaleontologiche, è stata messa in relazione con una fase di subsidenza, indotta verosimilmente dall’attività di faglie estensionali con direzione E-W. L’Unità di Bisciglia passa verso ovest a conglomerati, arenarie e argille siltose facenti parte di depositi deltizi giustapposti e sovrapposti (e, subordinatamente, a depositi alluvionali e di spiaggia). Una fase di modellamento subaereo, iniziata nel Pleistocene medio, segna la fine della subsidenza e l’inizio di un rapido sollevamento che, interagendo con le variazioni eustatiche del livello marino, ha dato origine ai 5 ordini di terrazzi. Il tasso di sollevamento dell’area, ottenuto correlando le superfici dei terrazzi con la curva paleoclimatica proposta da BINTANJA et alii (2005) è risultato 0.65 ±0.1 mm yr-1. Tuttavia la contemporanea attività di faglie estensionali ha indotto nell’area variazioni locali del tasso di sollevamento, i cui valori variano in relazione alla distanza dal tracciato di faglia. Questi dati mettono in rilievo il ruolo competitivo svolto dalle dislocazioni tettoniche nel controllo dei movimenti verticali e della topografia superficiale alla scala locale nel corso del più ampio motivo di sollevamento regionale.
TERMINICHIAVE: Sollevamento, tettonica estensionale, terrazzi di piana costiera, Calabria, Italia.
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