Vai ai contenuti
Lingua:
Italiano
English
Effettua il LOGIN al sito

 

Iscriviti alla newsletter della SGI per essere sempre aggiornato sulle ultime novità

Iscriviti qui >>

 

Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.24)

Stratigrafia fisica della successione sedimentaria miocenica del settore Nord-orientale della Stretta di Catanzaro (Calabria centro-orientale)

G. Cianflone (*) & R. Dominici (*)

 

(*) Dipartimento di Scienze della Terra, Università della Calabria, Via P. Bucci Cubo 15B 6°piano - 87036 Arcavacata di Rende (CS).
dominici@unical.it


Abstract  

Physical Stratigraphy of the upper Miocene sedimentary succession in the northeastern Catanzaro Through (Central Calabria, Italy).

In the northeastern sector of the Catanzaro Trough, a terrigenous, evaporitic and carbonate mio-pliocenic sedimentary succession overlies the igneous-metamorphic basement of the Sila Unit. These deposits are strongly controlled by NW- strike-slip system, arranged in a right-hand en ´echelon pattern (TANSI et alii, 2007). Coarsegrained fluvial deposits of the Corace conglomerate Unit represent
the onset of the Serravallian – Tortonian sedimentation. Overlying shallow marine arenites and calcarenites, including Porites bodies, pass upward to offshore marly-clays deposits of the Gagliano Unit, evolving upsection to diatomite and organic-rich laminites (Tripoli Fm.) at the Tortonian/Messinian boundary. Evaporitic conditions characterized the sedimentation within the Mediterranean basin during the Messinian as demonstrated by the wide distribution of selenite, micrite and halite deposits.
In the northeastern sector of the Catanzaro Trough such conditions are recorded by fine grained carbonate deposits, of assumed bacterial origin (GUIDO et alii, 2007), and can be correlated to CdB type 2 by MANZI et alii (2010), developed during the first MSC stage, from 5,96 Ma to 5,6 Ma. Chaotic deposits of selenitic blocks, gypsrudites and gypsarenites (resedimented evaporites; sub-unit 1 of Riato Conglomerate) and limestone breccias (CdB-2) overlie the Tripoli Fm. along a paraconcordance surface and characterize the depocentral area. The chaotic deposits pass upward to sub-unit 2 of Riato Conglomerate and Arieste Fm characterized by channels and bars facies. They show a fi ning and thinning upward trend represented by a drastic decrease of the intrabasinal evaporitic and carbonate alimentation in favour of metamorphic and plutonic detritus supplied by the Calabrian-Peloritan Arc units.
The development of a coarse grained fl uvial-deltaic depositional system characterizes the MSC final stage. Towards the depocentre continental sediments pass to clayey-sandy deposits, containing biofacies with ostracods (Lago Mare) and selenitic bodies with banded and massive facies, referred to Upper Evaporites (Costa, pers. Comm.)
The sedimentary succession exposed in the northeastern sector of the Catanzaro Through defi nes a depositional architecture that may be included in the evolution model proposed by ROVERI et alii (2008). In this contest the chaotic and terrigenous-evaporitic-carbonate deposits (sub-units 1-2 of the Riato Conglomerate, CdB-2 and Arieste Fm.), originated by the cannibalism of the selenite and carbonates deposits probably between 5,6 and 5.55 Ma, record a gradual return to a extrabasinal alimentation originated by the erosion of the Serravallian and Tortonian sedimentary units and crystalline rocks of the Sila Unit.

 

KEY WORDS: Catanzaro Throught, Messinian salinity Crisis, Evaporitic Facies.

 

Riassunto 

La successione sedimentaria miocenica affiorante nel settore Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2), derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della Sila.


TERMINI CHIAVE: Stretta di Catanzaro, crisi di salinità del Messiniano, facies evaporitiche.

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

© Società Geologica Italiana Dipartimento di Scienze della Terra, Università «La Sapienza», Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma • Tel.: 06 4959390 • Fax: 06 49914154 • Mail: info@socgeol.it  C.F.80258790585