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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.29)

Caratteri geologici e stratigrafici del settore esterno dell’Appennino sannitico-irpino (Campania, Italia)

S. Di Nocera (*), F. Matano (*) & F. Pinto (**) 

 

(*) Department of Earth Science, University of Naples “Federico II”.

sildinoc@unina.it; matano@unina.it
(**) Department of Geological and Environmental Sciences, University of Sannio. fpinto@unisannio.it


Abstract  

Stratigraphic and geologic features of the external sector of Sannio-Irpinia Apennines (Campania, Italy).

The very complex stratigraphic and tectonic features of the Sannio and Irpinia sectors of southern Apennines (Italy) are described.
Facies analysis, stratigraphy, tectonics and geological mapping of the Late Cretaceous to Miocene units allowed us to identify six different tectonic units: the Sannio, Frigento, Fortore, Valle Tammaro, Daunia and Vallone del Toro units, which are strongly deformed and thrust eastward upon the buried Apulian thrust-system. All the basinal deposits are referred to an external basinal domain (Lagonegrese- Molisano Basin). The tectonic units are mainly formed by Upper Cretaceous to Early Miocene successions characterized by basinal and shelf-margin facies (Flysch Rosso Fm) and by basinal mainly calcareous-pelitic deposits of the Argille Variegate Group and Corleto Perticara fm, conformably followed by numidian flysch quartzarenites and arkosic arenites (Fragneto Monforte fm and San Giorgio fm). In the westernmost areas, the successions are characterized by frequent occurrence of coarse to fine calciclastic deposits settled by dense gravity flows (Flysch Rosso Fm) coming from a carbonate platform margin, as well as by slumps; they are followed by upper Burdigalianupper Langhian p.p. numidian flysch quartzarenites. The successions cropping out in the central-eastern zone are typically composed of pelagic sediments (varicoloured clays and shales) intercalated with fine carbonate turbidites and representing a more distal facies than the coarser proximal ones.
The tectonic units are unconformably overlain by middle-upper Miocene terrigenous flysch deposits (Pietra Boiara unit, Reino-Morgia dei Rauli fm, Vallone Ponticello fm, Castelvetere flysch, Villanova del Battista fm, San Bartolomeo Flysch and Caiazzo sandstones), Messinian deposits (Altavilla group) and Pliocene unconformity bounded
marine to alluvial units (Ariano Irpino supersynthem) referred to wedge-top depozone basins. The Lagonegro-Molise units of the Sannio-Irpinia Apennines show a very complicated structural style, that results from the Pliocene refolding of more ancient structures produced by middlelate Miocene deformation.
 


KEY WORDS: regional geology, stratigraphy, Sannio, Irpinia, Southern Apennines.


Riassunto 

Nella presente nota si illustrano i principali e più significativi dati aggiornati relativi alla stratigrafia ed alla geologia regionale del settore sannitico-irpino esterno dell’Appennino Campano, che tengono conto di quanto emerso dai rilevamenti per la nuova Cartografia Geologica d’Italia in scala 1:50.000. In particolare, si descrivono la stratigrafia delle unità tettoniche cretacico-mioceniche, dei depositi miocenici e pliocenici sinorogenici e l’evouzione tettono-sedimentaria e tettonica dell’area investigata.

 

TERMINI CHIAVE: geologia regionale, stratigrafi a, Sannio, Irpinia, Appennino meridionale.

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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