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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.31)

Il Geosito di “Calanche” (Campomaggiore, PZ): un tuffo nella Tetide tra gli Eventi Anossici Globali del Cretacico

S. Gallicchio (*) & L. Sabato (*)  

 

(*) Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Via E. Orabona, 4, 70125 Bari.
s.gallicchio@geo.uniba.it; l.sabato@geo.uniba.it
 


Abstract 

The Geosite of “Calanche” (Campomaggiore, PZ): a dive in the Tethys between the Global Cretaceous Anoxic Events.

The Calanche area extends on the border between the villages of Campomaggiore and Albano di Lucania (PZ) and is characterized by the occurrence of unique stratigraphic and morphological elements that can be considered as geological heritage. In this resort, a stratigraphic unit noted as “argille varicolori” (auctt.) crops out in a suggestive setting represented by badlands varying in colour from grey, to red, to green. The “argille varicolori” sedimentary succession cropping out in this site has taken in the recent years a role of fundamental importance for understanding the regional geology of the southern Apennines and the major Cretaceous climatic changes which affected the history of our Planet and the paleoceanography of the Tethys. In fact, along this sedimentary succession five guide-horizons of particular scientific importance have been recognized.
These horizons, some decimeters thick, are characterized by the presence of radiolarites and black shales whose facies and ages allow us to attribute them to an ocean environment deeper than CCD surface, and which experienced relevant conditions of anoxia in certain intervals of time between Aptian and Turonian. Among
these horizons, the most representative were correlated to the Selli and Bonarelli horizons, expression of the major Cretaceous Anoxic Oceanic Events occurred on the Earth respectively about 120 and 93 million years ago (OAE1a and OAE2).
The recognition of these horizons, as well as the extraordinary landscape of the badlands in which they are found, make unique and valuable the geodiversity of this area and allow us to ask the institutions for the establishment of a protected area. The aim is to preserve the geological heritage, which when equipped with didactic/educational panels, could be transformed into an important page in the evolutionary history of the Earth decipherable not only by a few specialists, but also by a wide and diversifi ed audience.
The proximity of this geological site to other places of geological, natural and cultural interests, occurring in the mid valley of the Basento River, enriches the offer of an already existing geoturistic tour and could represent an important opportunity for development of the nearby villages of Campomaggiore and Albano di Lucania, now at the edge of this tour.

 

KEY WORDS: “argille varicolori”, Geosite, southern Apennines, Cretaceous Anoxis Events.


Riassunto

L’area di Calanche, che si estende al confine tra i comuni di Campomaggiore e Albano di Lucania (PZ), presenta singolari elementi stratigrafici e morfologici che rientrano di diritto in quello che comunemente viene inteso come patrimonio geologico. Infatti, in questa località, immersa in un suggestivo scenario calanchivo dai colori variabili dal grigio al verde al rosso, affi ora un’unità stratigrafica (detta appunto “argille varicolori”, auctt.) che negli ultimi anni ha assunto un ruolo di fondamentale importanza sia nell’ambito della geologia regionale dell’area mediterranea, che nello studio dei grandi cambiamenti climatici e paleoceanografi ci che nel Cretacico hanno sensibilmente infl uenzato la storia evolutiva del Pianeta Terra.
In corrispondenza della successione sedimentaria delle “argille varicolori” ricostruita lungo le incisioni calanchive che caratterizzano il sito in oggetto, sono stati riconosciuti cinque livelli stratigrafi ci caratterizzati dalla presenza di radiolariti e black shales, i cui caratteri di facies e l’età permettono di riferirli a momenti di particolari condizioni ambientali verificatesi sui fondali oceanici della Tetide in determinati intervalli cretacici compresi tra l’Aptiano inferiore e il limite Cenomaniano-Turoniano. Fra i livelli stratigrafi ci più rappresentativi sono da citare quelli correlabili al Livello Selli e al Livello Bonarelli, espressione dei principali Eventi Anossici Cretacici riconosciuti a scala globale (OAE1a e OAE2), e che consentono anche importanti correlazioni a scala regionale.
L’individuazione di questi livelli guida, nonché la notevole valenza paesaggistica dei calanchi in cui gli stessi si rinvengono, permettono di considerare le geodiversità presenti nell’area di Calanche uniche e preziose, tanto da pensare di richiedere per la zona di Calanche l’istituzione di un’area protetta. Tale area infatti, possiede tutti i requisiti per diventare un “Geosito”, e potrebbe essere attrezzata con pannelli didattici ed esplicativi della situazione stratigrafica, al fi ne di renderla decifrabile non solo a pochi specialisti, ma anche ad un pubblico vasto e diversificato. La vicinanza di tale sito ad altre località di grande interesse geologico-naturalistico e storico-culturale presenti nella media valle del Fiume Basento, permetterebbe inoltre di arricchire l’offerta di un itinerario geoturistico già esistente e potrebbe rappresentare un’importante occasione di sviluppo per i vicini abitati di Campomaggiore ed Albano di Lucania, attualmente ai margini del suddetto percorso.

 

TERMINI CHIAVE: “argille varicolori”, Geosito, Appennino meridionale, Eventi Anossici Cretacici.

 

 

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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