Vai ai contenuti
Lingua:
Italiano
English
Effettua il LOGIN al sito

 

Iscriviti alla newsletter della SGI per essere sempre aggiornato sulle ultime novità

Iscriviti qui >>

 

Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.32)

An example of platform-basin transition in extensional tectonic regime during the Lower Cretaceous in the Sierra Seca - Castril de la Peña region (South Iberian paleomargin, Betic Cordillera)

V. Genovese (*)   & M. García-Hernández (*)  

 

(*) Departamento de Estratigrafía y Paleontología. - Universidad de Granada (Spain) 


Abstract 

The Sierra Seca - Castril de la Peña region, in the External Zone of the Betic Cordillera, (Granada province, southern Spain), is a good example of the platform-slope-basin evolution during the Lower Cretaceous Atlantic rift. Sierra Seca represents the area of the platform characterized by neritic and hemipelagic carbonate facies.
The area of Castril de la Peña immediately to the south of Sierra Seca is linked to the previous area and corresponds generally to slope and basin depositional environment, which was supplied with a low rate of sediments from the early Barremian until the early Upper Albian. In spite of the intense deformation, sequence analysis of facies allows to reconstruct the lateral and spatial relationships between them, as well as the sedimentary architecture of the southern Iberian paleomargin during its Cretaceous evolution (Neocomian – upper Albian), in the context of the Atlantic rifting. In the last part of Neocomian (Vraconian) the expansion phase or post-rift occurred, documented by a regional unconformity which interpreted as the “unconformity break”. Since the stratigraphic relationships are not observable in the outcrops of other areas of the Cordillera due to the thrust of the tectonic Subbetic units over the Prebetic ones, the recognition and presence of this unconformity is an exceptional event in the central sector of the Betic Cordillera where the region studied is located.

 

KEY WORDS: Betic External Zones, South Iberian Paleomargin, Lower Cretaceous, Extensional regime, Platform slope and basin facies, Atlantic Rift. Stratigraphy.

 

 

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

© Società Geologica Italiana Dipartimento di Scienze della Terra, Università «La Sapienza», Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma • Tel.: 06 4959390 • Fax: 06 49914154 • Mail: info@socgeol.it  C.F.80258790585