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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.35)

Microfacies and geochemistry of the Tarbur Formation in Fars area (type and Khan-e-Nahr surface sections, SW Iran)

H. Hooshmand Koochi (*), M. H. Adabi (**), D. Ruberti (*), A. Sadeghi (**) & H. Amirio-Bakhtiyar (***)


(*) Department of Environmental Sciences, Second University of Naples, Via Vivaldi 43, 81100, Caserta, Italy.
daniela.ruberti@unina2.it
(**) Department of Earth Sciences, Shahid Beheshti University, Evin, Tehran, Iran.
(***) National Iranian South Oil Company, Four Floors Building, New Site, Ahwas, Iran.
 


Abstract 

The Maastrichtian rudist-bearing Tarbur Formation with abundant large foraminifera was deposited in Zagros basin. This formation gradationally and conformably overlies the Gurpi Formation and is overlain by the evaporitic Sachoon Formation with a conformable and sharp boundary. Field observations, petrographic studies as well as fossils contents led to the identifi cation of 12 microfacies in 4 facies assemblages referred to as open marine, shoal, lagoon and tidal fl at environments of a homoclinal ramp system.
Elemental values of limestones in the Tarbur Formation led to recognition of original aragonite mineralogy. These data fall within Ordovician warm water Gordon limestone (Tasmania, Australia) fi eld due to similar aragonite mineralogy. Results of trace elements studies illustrate that these carbonates were affected by weak non-marine digenesis in a close diagenetic system with low water/rock interaction.
 

 

KEY WORDS: Microfacies, Geochemistry, Tarbur Formation, Zagros, Iran.

 

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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