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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.38)

Neogene to Quaternary tidal mixed deposits of southern Italy: implications for palaeogeographic reconstructions

S. G. Longhitano (*), D. Chiarella (*), A. Di Stefano (**), C. Messina (***), L. Sabato (****) & M. Tropeano (****)


(*) Department of Geological Sciences, University of Basilicata, V.le Ateneo lucano 10, 85100 Potenza, Italy.
sergio.longhitano@unibas.it
(**) Department of Geological Sciences, University of Catania, C.so Italia 55, 95100 Catania, Italy
(***) Statoil ASA Exploration, 0246 Oslo, Norway
(****) Department of Earth Sciences and Geoenvironments, University of Bari, Via Orabona 4, 70125 Bari, Italy


Abstract 

A number of Neogene to Quaternary successions of southern Italy are silici-bioclastic in composition. These mixed facies recorded tide-infl uenced and tide-dominated environments, accumulated in tectonically-controlled bays and straits.
The Miocene-to-Pleistocene tidal mixed facies of Basilicata, Calabria and NE Sicily, consist of laterally-accreted cross-strata that exhibit a rhythmic alternation of siliciclastic and bioclastic set of laminae. Tidal bundling is characteristically revealed by the cyclicity of semi-diurnal and diurnal to monthly and yearly periodicities.
The variation in the occurrence of this rhythmic segregation and the ‘length’ of the tidal record in the studied deposits are considered indicative of the possible interplay between waves, storms and currents which strengths are, in turn, strictly dependent on engulfed or strait palaeo-settings.

 

KEY WORDS: Neogene to Quaternary, mixed deposits, cross-stratification, tidal cyclicity, straits and bays, southern Italy.

 

RIASSUNTO
Neogene to Quaternary tidal mixed deposits of southern Italy: implications for palaeogeographic reconstructions.

Numerose successioni neogenico-quaternarie dell’Italia meridionale mostrano una composizione silico-bioclastica. Questi depositi misti, accumulatisi in baie e stretti tettonicamente controllati, hanno registrato lo sviluppo di ambienti dominati o infl uenzati da processi di tipo tidale. In particolare, le successioni tidali studiate in depositi misti tra la Basilicata, la Calabria e la Sicilia nord-orientale, mostrano un’età compresa tra il Miocene ed il Pleistocene, e sono accomunate dalla presenza di una stratifi cazione incrociata caratterizzata da una ritmica segregazione di lamine a composizione silicoclastica e bioclastica, alternativamente. Questo tipo di struttura conferma la presenza di cicli riconducibili a periodicità tidali semi-diurne, diurne, mensili ed annuali.
La variazione nella presenza di questo tipo di segregazione e la ‘durata’ del segnale tidale all’interno dei depositi studiati sono considerate dei fattori indicatori della possibile interazione tra moto ondoso, ordinario o di alta energia, e correnti marine, le cui intensità sono, a loro volta, funzione dei contesti paleogeografi ci legati a condizioni di golfo o di stretto.


TERMINI CHIAVE: Neogene-Quaternario, depositi misti, stratificazione incrociata, ciclicità tidale, baie e stretti, Italia meridionale.

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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