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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.42)

Canali da rip currents nella spiaggia sommersa presso la foce del Fiume Sele (Golfo di Salerno, Italia)

M. Pennetta (*), M. Sica (**) & R. Abbundo (***) 


(*) Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Napoli “Federico II”. pennetta@unina.it
(**) Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Sele
(***) c/o Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Napoli “Federico II


Abstract 

Rip channels in the submerged beach to the mouth of Sele River (Salerno Gulf, Italy).
The GIS-based analysis and comparison of submerged beach’s volumes and morphologies detected during two different bathymetric surveys at the mouth of Sele River, allowed detecting the presence of channels and lens-shape sandy bodies. They are seaward stretched, placed at the right angles to the shoreline, and can be a reasonably interpreted as rip current channels. Rip currents are fast, narrow currents flowing seaward through the surf zone, within topographically constrained channels incised on the seabed. These currents cut the submerged sandbars system that, probably were originally continuous and parallel to the shorelines. The resulting
features are small transverse sandbars. Among other things, rip currents are responsible for the continuous morphological changes of the subaerial beach and of the typical rhythmic shoreline, with alternating embayments separated by horns. The embayments are located in correspondence of rip channels, while the cups laid out at the bars edges, on which the incident waves break. The rip currents erosion on the seabed extended over subaerial beach, causing erosion processes on the dune and discontinuity in the dune system. Such embayments contribute to the coastal erosion hazard by causing ‘hotspots’ of erosion. Moreover, rip currents give coast significant hazard to swimmers. It has been identified, finally, an increase in volumes of sediment moved along the coast in the coastal stretch to the left mouth of Sele River; this morphosedimentary arrangement can be justified as result of longshore sediment transport from NW to SE.

 

KEY WORDS: submerged beach, sedimentology, morphology, rip currents, coastal hazard, Salerno Gulf, Italy.

 

RIASSUNTO
L’analisi e il confronto in ambiente GIS dei volumi di spiaggia sommersa e delle morfologie rilevate nel corso di due differenti campagne batimetriche presso la foce del fiume Sele hanno consentito di individuare la presenza di canali e corpi sabbiosi di forma lenticolare, allungati verso il largo, disposti ortogonalmente alla linea di riva, che possono trovare ragionevole spiegazione nelle rip currents, flussi rivolti verso il largo caratterizzati da un’elevata energia, che attraversando la zona dei frangenti, incidono canali da rip nel fondo.
Tali correnti frammentano il sistema di barre sommerse, in origine verosimilmente continue e parallele alla linea di riva, determinando la genesi di piccole barre sabbiose ad essa trasversali. Le rip currents sono, tra l’altro, responsabili delle continue modifiche morfologiche della spiaggia emersa, e del tipico andamento ritmico della linea di riva, con alternarsi di cavi e cuspidi. I cavi sono ubicati in corrispondenza dei canali di rip mentre le cuspidi risultano disposte in corrispondenza dei lembi di barra, su cui si frangono le onde incidenti. L’attività di erosione delle rip currents sul fondo marino mobile si estende anche sulla spiaggia emersa, focalizzando i processi di erosione anche a carico delle dune che si traducono in discontinuità a carico del sistema dunare. Inoltre le rip currents conferiscono, ai tratti di spiaggia interessati dalla loro presenza, pericolosità costiera; esse rappresentano spesso un pericolo soprattutto per i nuotatori poco esperti.
È stato individuato, infi ne, un incremento dei volumi di sedimento movimentati lungo costa nel tratto costiero in sinistra foce del Fiume Sele; tale assetto morfosedimentario può essere giustifi cato quale esito di un trasporto dei sedimenti lungo costa da NW verso SE.


PAROLE CHIAVE: spiaggia sommersa, sedimentologia, morfologia, rip currents, pericolosità costiera, Golfo di Salerno.

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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