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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.43)

Contributo degli studi morfosedimentari alla pianifi cazione territoriale: indice di vulnerabilità del sistema dunare e carrying capacity della spiaggia emersa nell’area SIC in sinistra foce del F. Garigliano (Campania, Italia)

M. Pennetta (*), V. Corbelli (**), V. Gattullo (***) & R. Nappi (**) 


(*) Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Napoli “Federico II”. pennetta@unina.it
(**) Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Sele
(***) c/o Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Napoli “Federico II


Abstract 

Contribution of morphosedimentary studies to territorial planning: dune vulnerability index and carrying capacity of the SIC area in the subaerial beach to the left of the Garigliano River mouth (southern Italy).
The subaerial beach and dune zone included in the coastal area located to the left of the Garigliano River mouth have been studied.
Physical and biotic factors were evaluated by multidisciplinary approach and the results obtained allowed to identify the critical area where appropriate actions can be implemented for the mitigation of impacts, the conservation of dune habitats and its sustainable use.
We evaluated the level of dunes vulnerability (Dune Vulnerability Index - DVI) and sustainable anthropogenic load (carrying capacity) of the emerged beach. The first summarizes quantitatively the responsiveness of the coastal dune system to the different processes and effects of human pressure. The second analyzes the relationships between sedimentological and morphological features, density and distribution of users, quality and service distribution, safety bathing, in order to identify the level of anthropogenic load that a given environmental can bear.
The studies highlighted the severity of the erosion of the beach and he dune system. The effects of these processes are also reflected on the vegetation that highlights critical conditions such as to endanger the survival of some local species. The erosion processes are related to the pressure of human activities that have acted over time in both direct and indirect manner, initiating and/or accelerating a reduction in the resilience of the natural system.


KEY WORDS: coastal morphology, sedimentology, dune vulnerability index, subaerial beach carrying capacity, Garigliano River.

 

RIASSUNTO
È stata studiata la spiaggia emersa e la fascia dunare presente nell’area SIC Pineta della Foce del Garigliano ubicata in sinistra foce del Fiume Garigliano. Sono stati valutati in maniera multidisciplinare gli aspetti fisici e biotici e i risultati ottenuti hanno consentito di individuare le criticità dell’area cui potranno corrispondere opportune scelte nelle azioni da attuare per la mitigazione degli impatti, la conservazione degli habitat dunali e una fruizione sostenibile.
Sono stati valutati l’indice di vulnerabilità delle dune (Dune Vulnerability Index - DVI) ed il carico antropico sostenibile (carrying capacity) della spiaggia emersa; il primo sintetizza in maniera quantitativa la capacità di risposta del sistema dunare ai diversi processi costieri ed agli effetti della pressione antropica; la seconda analizza i rapporti che intercorrono tra caratteristiche sedimentologiche e morfologiche, densità e distribuzione dei fruitori, qualità e distribuzione dei servizi offerti, sicurezza della balneazione, individuando il livello del carico antropico che un determinato settore ambientale può sopportare.
È emersa dagli studi la severità dei processi erosivi a carico della spiaggia e del sistema dunare. Gli effetti di tali processi si rifl ettono anche sulla vegetazione che evidenzia condizioni di criticità tali da compromettere localmente anche la sopravvivenza di alcune specie. I processi di erosione vengono messi in relazione con le pressioni delle attività antropiche che hanno agito nel tempo in maniera sia diretta che indiretta, innescando e/o accelerando una riduzione della resilienza del sistema naturale.


TERMINI CHIAVE: morfologia costiera, sedimentologia, indice di vulnerabilità delle dune, carrying capacity, spiaggia emersa, fattori di pressione, Fiume Garigliano.

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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