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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.45)

Short-term evolution of the Budoni beach on NE Sardinia (Italy)

N. Pusceddu (*), (**), T. Batzella (*),(**), C. Kalb (*), F. Ferraro (*), A. Ibba (*) & S. De Muro (*) 


(*) Università degli Studi di Cagliari, OCEANS - Dipartimento di Scienze della Terra Via Trentino 51, 09127 Cagliari.
t.batzella@unica.it
(**) Fellowship grants to young researchers funded by the Sardinian Regional overnment, Project co-fund PO Sardegna FSE 2007- 2013 L.R. 7/2007


Abstract 

Dynamics and evolution trend in Budoni beach are described. The beach (long about 4km) is composed of fine to gravelly quarz sand, few seasonal lagoons are developed behind the dunes. Shortterm variations have been periodically monitored since October 09. Sedimentary and hydrodynamic characteristics were studied. Short term evolution was tested using topo-bathymetric digital models, derived from data acquired in 3 different field; models of wave motion and hydrodynamics were created using Delft3D software. The results obtained from these models (wave ray direction, deep current distribution, structure and surfzone dynamics) allowed to visualize the response of beach to wind/waves stress, forced from NE, E, SE (wind intensity 18m/s, 10m/s). Gregale and Sirocco are the winds that generate the widest surfzone, the currents created by the these winds cause mainly longshore transportation in the early hours of the meteo-marine event. The beach shows an homeostatic behavior characteristics typical of balanced systems.

 

KEY WORDS: beach dynamics, NE Sardinia, sedimentology, wave and hydrodynamic modelling. 

 

RIASSUNTO

Evoluzione a breve termine della spiaggia di Budoni – NE Sardegna.

Vengono descritte le dinamiche e il trend evolutivo della spiaggia di Budoni. La spiaggia, lunga circa 4km, è composta da sabbie quarzose da fi ni a ghiaiose, il retro spiaggia presenta dune e stagni a carattere stagionale. Le variazioni a breve termine del sistema sono state monitorate periodicamente da Ottobre 2009, studiando le caratteristiche sedimentarie e idrodinamiche del sito. L’evoluzione a breve termine è stata valutata con l’ausilio di modelli digitali topografi cobatimetrici derivanti dai dati raccolti in 3 diversi rilievi; i modelli idrodinamici e di moto ondoso sono stati creati attraverso l’utilizzo del software DELFT 3D. I risultati ottenuti dai modelli (direzione del raggio d’onda, distribuzione delle correnti di fondo, struttura e dinamica della surf zone) hanno permesso di visualizzare le risposte della spiaggia agli eventi meteomarini forzanti da NE, E, SE (con venti di intensità di 18m/s e 10m/s). I venti di Grecale e Scirocco condizionano maggiormente l’assetto della surfzone generando trasporto longshore già nelle prime ore dell’evento.
In sintesi la spiaggia mostra un comportamento omeostatico tipico dei sistemi naturali in equilibrio. 


TERMINI CHIAVE:
dinamiche di spiaggia, Sardegna Nordorientale, sedimentologia, modelli di moto ondoso e idrodinamica.

La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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