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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 17 (2011) - (DOI 10.3301/ROL.2011.55)

Geoturismo in Basilicata: il Parco Letterario “Carlo Levi” ad Aliano quale veicolo di divulgazione di elementi di geologia del sedimentario

M. Tropeano (*), V. Onofrio (**), L. Sabato (*), M. Dell'Olio (***), S.G. Longhitano  (****)


(*) Dipartimento di Scienze della Terra e GeoAmbientali, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
m.tropeano@geo.uniba.it
(**) Geologo, Libero Professionista, Tito (PZ)
(***) Geologo, Libero Professionista, Potenza
(****) Dipartimento di Scienze Geologiche, Università della Basilicata

 

Abstract 

Geotourism in Basilicata (Aliano, Southern Italy): the “Carlo Levi” Literary Park as a medium to initiate neophytes into sedimentary geology  

The Aliano village “hosted” the political relegation of Carlo Levi during the fascist period. It is difficult to imagine the shock suffered by Carlo Levi when he reached in the 1930s this locality of the “deep” south of Italy coming from a big city as Turin. Contrarily to prejudices, Carlo Levi found a good feel with the rural people of Aliano, and he is still remembered from people, after 35 years since his death.
The geological landscape crossed and described by Carlo Levi both with paintings and writings was (and is) significant. Following the “footprints” of Carlo Levi and thanks to the istitution of a Leterary Park dedicated to him, it is possible today “to appreciate” the geology of the area and to suggest a geotouristic trip linked to the history of the political relegation of Carlo Levi.

 

KEY WORDS: Geotourism, Aliano, Carlo Levi, Leterary Park, Sant’Arcangelo Basin, Southern Apennines.

 

Riassunto

Aliano è una località nota a livello nazionale per aver “ospitato” Carlo Levi durante gli anni del suo confino politico in Basilicata. Non è facile immaginare cosa potesse voler dire negli anni ’30 per un giovane di Torino il confino in un piccolo paese della Basilicata difficilmente raggiungibile ma ancora oggi, oltre ad alcuni aspetti ormai di pertinenza dell’antropologia culturale, è possibile cogliere visivamente e nell’animo cosa potessero trasmettere ad un cittadino piemontese gli aspetti del territorio che Carlo Levi attraversava durante il tragitto verso Aliano, e che hanno fatto da panorama per anni al suo confino.
Eppure, i caratteri dei lucani e quelli del paesaggio sono stati i protagonisti degli scritti e dei quadri che Carlo Levi ci ha lasciato e di cui è riuscito a cogliere e trasmettere l’aspra bellezza e la naturalità (oseremmo dire “la genuinità”).
In virtù dell’attività divulgativa compiuta da alcune associazioni culturali locali, il paese di Aliano, così come quello di Grassano (nel quale fu inizialmente confinato Carlo Levi), sono stati compresi in un Parco Letterario tematico (http://www.aptbasilicata.it/Parcoletterario-Carlo-Levi.555.0.html). Il richiamo che Aliano offre ai turisti che si spingono verso l’interno della Basilicata, anche attratti dalla presenza del Parco Letterario, potrebbe suggerire che il percorso che questi appassionati compiono dal fondovalle del Fiume Agri verso il rilievo che ospita il paese possa essere arricchito da alcune soste di carattere geologico che permetterebbero di apprezzare più compiutamente il paesaggio attraversato e “vissuto” da Carlo Levi durante il confino.

 

TERMINI CHIAVE: Geoturismo, Aliano, Carlo Levi, Parco Letterario, Bacino di Sant’Arcangelo, Appennino meridionale.


La successione sedimentaria miocenica affi orante nel settore
Nord-Orientale della Stretta di Catanzaro è costituita da depositi
terrigeni, evaporitici e carbonatici depositatesi all’interno di un
bacino sedimentario controllato da un complesso sistema di faglie
trascorrenti orientate NW-SE.
La sedimentazione ha inizio tra il Serravalliano e il Tortoniano
con i depositi di ambiente alluvionale-torrentizio del Conglomerato
del Corace seguite dalle arenarie e calcareniti di Tiriolo di ambiente
costiero che evolvono a facies schiettamente marine costituite dalle
argille marnose di Gagliano caratterizzate nella porzione superiore
da peliti euxiniche e diatomiti che segnano l’inizio della Crisi di
Salinità del Messiniano (CSM). In questa fase si depositano in
tutto il Mediterraneo, lungo i margini del bacino, facies selenitiche
e calcari micritici (Lower Evaporites). Nell’area di studio affi orano
esclusivamente le facies micritiche CdB-1 di probabile origine
batterica correlabili al CdB type 2 di MANZI et alii (2010) ed alle
facies di origine batterica di GUIDO et alii (2007), sviluppatesi durante
la prima fase della CSM tra 5,96 e 5,6 Ma. La fase successiva è
caratterizzata da una fase tettonica intra-messiniana e da un rapido
abbassamento del livello marino con lo sviluppo di un corpo caotico
costituito da slumps, blocchi di seleniti (sub-unità 1 del conglomerato
del Riato) e brecce carbonatiche (CdB-2) che evolvono verso l’alto con
trend fi ning e thinning-upward ad associazioni di facies con canali e
barre, con una drastica diminuzione dell’alimentazione intrabacinale
evaporitica e carbonatica a vantaggio di quella proveniente dalle unità
metamorfi che e plutoniche dell’Arco Calabro Peloritano.
La fase fi nale della CSM è registrata dallo sviluppo di un sistema
deposizionale fl uvio-deltizio che passa verso le aree bacinali a depositi
pelitici-sabbiosi, contenenti biofacies ad ostracodi (Lago Mare), e a
corpi selenitici in facies banded e massive di secondo ciclo.
La successione sedimentaria del settore NO della Stretta di
Catanzaro defi nisce un’architettura deposizionale riscontrabile nel
modello evolutivo proposto da ROVERI et alii (2008), caratterizzata da
corpi caotici (sub-unità 1 e 2 del conglomerato di Riato e CdB-2),
derivanti dalla cannibalizzazione dei depositi evaporitici e dei calcari
primari, e che registrano un graduale ritorno ad un’alimentazione
extra-bacinale derivante dall’erosione delle unità sedimentarie
serravallinae-tortoniane e metamorfi che-plutoniche dell’unità della
Sila.

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