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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 18 (2012) - (DOI 10.3301/ROL.2011.64)

Climate changes at Lake Shkodra (Albania): the last 4500 years

L. Sadori (*), G. Zanchetta (**), A. Van Welden (***), I. Baneschi (****), R. Drysdale (°), M. Giardini (*), E. Gliozzi (°°), (#), I. Mazzini (#), N. Roberts (##)

 

(*) Dipartimento di Biologia Ambientale, Università “La Sapienza”, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma, Italy.
(**) Dipartimento di Scienze della Terra, University of Pisa, Via S. Maria 53, 56126 Pisa, Italy.
(***) Geological Survey of Norway (NGU) 7491, Trondheim, Norway.
(****) IGG-CNR sez. Pisa, Via Moruzzi 1, 56100 Pisa, Italy.
(°) Environmental and Climate Change Group, The University of Newcastle, Callaghan NSW 2308, Australia.
(°°) Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Roma Tre, Largo San Leonardo Murialdo 1, 00146, Roma, Italy.
(#) IGAG-CNR, Via Salaria Km 29,3; 00016 Monterotondo Stazione, Roma, Italy.
(##) School of Geography, Earth and Environmental Sciences, University of Plymouth, Plymouth, Devon, PL4 8AA, UK.

laura.sadori@uniroma1.it


Abstract

Lake Shkodra is a wide basin located at the Albania/Montenegro border. Few kms of steep mountain slopes separate the lake from the Adriatic Sea, Three parallel overlapping cores down to the depth of 7.26 m have been used for palaeomagnetic, tephra, isotope, diatom, pollen, and microcharcoal analyses. The chronological framing of the record, spanning approximately the last 4500 years, has been assessed using 3 210Pb, 4 14C AMS dates al and 4 well-known tephra layers. The presence of such characteristic Italian volcanic ashes provides a relatively good chronology for the second half of the Holocene.
The δ18Oc record indicates the presence of two prominent wet phases: one centered at ca. 4300 cal yr BP, and one at ca. 2400-2000 yr cal BP. The physiognomy of the vegetation did not suffer very much from the hydrological changes suggested by oxygen isotopes, recording small percentage changes of AP from 4500 to ca 900 cal yr BP. However, since ca. 900 cal yr BP human impact became apparent with significant decrease in AP% and in total pollen concentration. Despite being quite homogeneous, the well preserved ostracod assemblage records both the Medieval Warm Period and the Little Ice Age.


KEY WORDS: Lacustrine record, Holocene, pollen, ostracods, isotopes, tephras, Adriatic sea, Balkans.


Riassunto esteso

Variazioni climatiche al Lago Shkodra (Albania): gli ultimi 4500 anni.
Il Lago di Scutari, noto anche come lake Shkodra, Aka Skadar, Skadarsko o Shkoder Jezero è situato al confine tra Albania e Montenegro ed è separato dal Mar Adriatico da montagne che raggiungono un’altezza di 1600 m s.l.m. ed un’ampiezza di 10-15 chilometri. Il lago è molto grande (lunghezza 45 km, larghezza 15 km), poco profondo (profondità massima in genere < 10m) ed ha forma pseudo-ellittica. Il lago occupa parte di un’ampia depressione tettonica, si imposta su un substrato principalmente carbonatico ed è circondato da montagne orientate secondo un asse NO-SE che presentano vette fino a 2750 m. Ha origine carsica ed il suo livello è soggetto ad oscillazioni consistenti, comprese perlopiù fra 5 e 10 m, che determinano ampie variazioni della sua superficie. Una buona parte del fondo del lago (ca. 165 km2) risulta al di sotto del livello marino. Il clima del bacino mostra il classico andamento mediterraneo, sebbene la piovosità media annua, a causa dei rilievi che lo circondano, sia compresa fra 2000 e 2800 mm. La vegetazione dell’area è dominata dalla presenza di elementi mediterranei e balcanici anche se bisogna considerare l’importante contributo di molte specie centro-europee che presentano nella zona il loro limite di distribuzione meridionale.
Nella parte albanese del lago sono stati effettuati carotaggi utilizzati per ricerche paleosismiche e paleoambientali preliminari intese alla ricostruzione ambientale degli ultimi 500 anni (Van Welden et alii, 2008). Tre di queste carote, campionate fino alla profondità di 7,26 m, sono oggetto del presente studio che comprende risultati tefrologici, isotopici, palinologici e dati ostracodologici e diatomologici preliminari.
La sequenza in studio copre gli ultimi 4500 anni come si deduce da 3 date 210Pb, 4 date 14C AMS e dalla caratterizzazione di 4 livelli di tefra. Questi provengono da due eruzioni note del Somma-Vesuvio (Pollena, 472 d.C., e Avellino, ca. 3800 anni dal presente), da una dell’Etna (FL, ca 3300 anni fa) e da una dei Campi Flegrei (Agnano M. Spina, ca. 4600 anni dal presente). Lo studio dei tefra indica la presenza di un trasporto a lunga distanza dei livelli cineritici ed implica la possibilità di correlazioni oggettive con altre sequenze sedimentarie del mediterraneo centrale per la seconda metà dell’Olocene.
Analisi sulla composizione isotopica dell’ossigeno effettuate sul sedimento inducono a ritenere che il lago sia stato molto sensibile alle variazioni climatiche. La curva del δ18Oc indica la presenza di due fasi umide prominenti, una centrata a ca. 4300 anni dal presente, l’altra registrata fra 2400 e 2000 anni fa.
La fisionomia della vegetazione non ha risentito particolarmente delle variazioni idrologiche suggerite dagli isotopi dell’ossigeno. Le piante arboree sono sempre dominanti, con abbondanti querce caducifoglie e pini accompagnati da tanti altri alberi ed arbusti tipici della fascia mediterranea sempreverde, del bosco misto caducifoglio e di quello montano. Dal diagramma risulta chiaro che la pioggia pollinica proviene da varie fasce vegetazionali, che sembrano mantenersi in proporzioni simili da 4500 a 900 anni fa. Nell’ultimo millennio l’impatto umano è evidente per decrementi significativi del polline di piante arboree, indicanti apertura dei boschi (Sadori et alii, 2011b).
L’associazione ad ostracodi risulta omogenea, caratterizzata dalla presenza di 3 specie endemiche e 2 specie ristrette all’area balcanica. L’analisi delle frequenze ha evidenziato una chiara risposta alle variazioni climatiche legate al “Periodo Caldo Medievale” e alla “Piccola Età Glaciale”.

 

TERMINI CHIAVE: sequenza lacustre, Olocene, polline, ostracodi, isotopi, tefra, Mar Adriatico, Balcani.

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