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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 25 (2013) - (DOI 10.3301/ROL.2013.01)

Ricordo di Glauco Bonardi

Vincenzo Perrone (*)


(*) Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente, Università di Urbuno – Campus Scientifico “Enrico Mattei” – Località Crocicchia, 61029 Urbino (Italia). E-mail: vincenzo.perrone@uniurb.it.

 

Glauco Bonardi ci ha lasciato all’alba del 19 giugno 2010. Era nato a Napoli il 4 dicembre 1938 e si era laureato in Scienze Geologiche nel 1963, iniziando a lavorare nell’Istituto di Geologia come rilevatore della Carta Geologica d’Italia 1:100.000, sotto la guida di Francesco Scarsella. Dal 1969 al 1986 è stato professore incaricato e successivamente professore associato presso la Facoltà di Scienze della stessa università. Nel 1986 ha vinto il concorso a cattedra in Geologia ed ha tenuto, fino al suo collocamento a riposo nel novembre 2009, corsi di Rilevamento geologico, Geologia, Geologia Regionale e Geodinamica.
Nel corso della sua attività è stato membro del Comitato dei Referees di diverse riviste scientifiche, del Consiglio Direttivo della Società Geologica Italiana, del Comitato di Consulenza presso il Servizio Geologico Nazionale per il Progetto di Cartografia Geologica 1:50.000 del territorio nazionale (CARG). Nell’ambito di tale progetto è stato responsabile scientifico per il rilevamento del Foglio 521 Lauria e Direttore di Rilevamento dei Fogli 466-485 Sorrento-Termini e 504 Sala Consilina. Ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali, facendo parte del comitato scientifico ed organizzativo del 68° e del 74° Congresso della Società Geologica Italiana, che hanno avuto per oggetto la geologia dell’Arco Calabro-peloritano e dell’Appennino meridionale. In occasione del 32° IGC di Firenze è stato leader di un’escursione sull’Arco Calabro-peloritano, della quale ha curato la stesura della guida, che resta la più completa sintesi pubblicata su tale settore orogenico. E’ stato responsabile nazionale e responsabile di sede di diversi progetti di ricerca (Progetti PRIN; Progetto Finalizzato Geodinamica; IGCP 276, CROP, CROP-mare).
L’attività scientifica dei primi anni, fino al 1970, viene completamente assorbita dal rilevamento della Carta Geologica d’Italia 1:100.000, e porta alla pubblicazione di ben 15 tavolette in scala 1:25.000, che coprono aree dell’Appennino meridionale dove affiorano terreni di età e facies differenti (unità lagonegresi, unità di piattaforma carbonatica, Flysch del Cilento, unità sicilidi, unità metamorfiche sud-appenniniche), che lo inducono ad affrontare problematiche molto diverse e complesse. [...continua].



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