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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 26 (2013) - (DOI: 10.3301/ROL.2013.14)

Le Brecce argillo di Musigliano (Appennino vogherese-Tortonese): dati stratigrafici preliminari

Filippo Panini (*), Chiara Fioroni (*) & Paola Fregni (*)


(*) Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Piazzale Santa eufemia 19, 41100-Modena. E-mail: filix@unimore.it

 

The Musigliano argillaceous Breccias (Voghera and Tortona Apennines): preliminary stratigraphic data. An integrated biostratigraphic study based on foraminifers and calcareous nannofossils has been performed on two chaotic bodies involved within the Epiligurian pelitic sequence outcropping in the Alessandria and Pavia Apennines (M. Penola & M. Vallassa area), allowing to define the age of their emplacement. The investigated deposits mainly consist of strongly tectonized sediments ensuing from the Ligurian substratum mainly through submarine cohesive mud flows and lithic debris. These chaotic bodies have been previously considered (Gelati et al., 1974; Gelati & Vercesi, 1994) as involved within the Antognola Formation and correlated with similar Lower Miocene deposits widespread in Northern Apennines (Canossa Olistostrome, Val Tiepido-Canossa argillaceous Breccias). Dissenting from previous interpretations, our study shows that these chaotic bodies, named here as “Musigliano argillaceous Breccias” were displaced in an interval between Late Eocene and Early Oligocene. In fact, the biostratigraphic analyses of the marlstones under the chaotic bodies indicate they are attributable to the P15 and P16 planktonic foraminifer biozones of Berggren et al., (1995) corresponding to the G. semiinvoluta and T. cerroazulensis biozones of Mancin et al. (2003). The same pelitic rocks are relatable to the MNP19/20 nannofossil biozone of Catanzariti et al. (1997), corresponding to the NP19/20 of Martini (1971). The Epiligurian marlstones and turbiditic mudstones upon the Musigliano argillaceous Breccias fall in the P19 p.p. / P20 (corresponding to the G. ampliapertura biozone, Mancin et al., 2003) corresponding to the MNP23 biozone (Catanzariti et al., 1997) and to the NP23 biozone of Martini(1971). We correlate the pelitic rocks under the Musigliano argillaceous Breccias to the uppermost part of the Monte Piano Marls (“grey lithofacies” according to Mancin & Cobianchi, 2000 and Panini et al., 2002), and the marlstones and turbiditic mudstones upon the sedimentary chaotic bodies to the Ranzano Formation, on the basis of lithologic features and age. The displacement of the Musigliano chaotic breccias marks a strong stratigraphic break in the Epiligurian sequence; it could be related to events (probably of tectonic nature) previously reported as affecting the lower part of the Epiligurian succession and the coeval sequence of the Tertiary Piedmont Basin (Mutti et al., 1995; Catanzariti et al.,1997; Martelli et al., 1998; Ottria et al., 2001). As in the Emilia south-easternmost Apennines, the Oligocene-Lower Miocene Epiligurian sedimentary record seems to be devoid of typical resedimented arenaceous bodies generally characterizing the Ranzano Formation also in the studied area.


KEY WORDS: Northern Apennines, Epiligurian succession, chaotic rock bodies, argillaceous breccias, planktonic foraminifers, calcareous nannofossils, Biostratigraphy, Eocene, Oligocene.



L'età di messa in posto di corpi caotici di origine sedimentaria affioranti nell'Appennino settentrionale tra le provincie di Pavia e Alessandria viene definita mediante l'analisi biostratigrafica delle peliti epiliguri entro le quali sono stratigraficamente compresi. Questi corpi, principalmente costituiti da materiali derivanti dal substrato liguride, in passato sono stati considerati come intercalazioni entro la Formazione di Antognola e correlati ad altri, analoghi per genesi e materiali coinvolti, ampiamente diffusi nell'Appennino emiliano (Olistostroma di Canossa, Brecce argillose della Val Tiepido-Canossa, Auctt.) e la cui messa in posto è riferibile alla parte basale del Miocene. I risultati dell'analisi biostratigrafica, basata sullo studio comparato di foraminiferi planctonici e nannofossili calcarei, hanno invece dimostrato che questi corpi caotici sono stati messi in posto in un intervallo compreso tra la parte superiore dell'Eocene e la parte alta dell'Oligocene inferiore. Infatti, sulla base delle analisi biostratigrafiche, le peliti sottostanti sono riferibili all’Eocene superiore, biozone a foraminiferi a G. semiinvoluta e a T. cerroazulensis di Mancin et al., 2003 e biozona a nannofossili MNP19/20 di Catanzariti et al., 1997. Le peliti sovrastanti i corpi caotici sono invece riferibili alla biozona a G. ampliapertura (Mancin et al., 2003) e alla biozona MNP23 (Catanzariti et al., 1997) dell’Oligocene inferiore.
Per i corpi caotici intercalati alle peliti eo–oligoceniche, viene qui proposta la denominazione di Brecce argillose di Musigliano in parziale sostituzione di quella già utilizzata in passato di “Olistostroma di Musigliano” (Gelati & Vercesi, 1994). Per le caratteristiche litologiche e l’età le peliti a letto delle Brecce argillose di Musigliano vengono correlate alla porzione superiore delle Marne di Monte Piano, mentre le peliti a tetto sono attribuite alla Formazione di Ranzano. La messa in posto delle Brecce argillose di Musigliano segna un momento di forte discontinuità stratigrafica entro il bacino epiligure; esso può essere correlato ad eventi (di natura probabilmente tettonica), già segnalati, nel record stratigrafico relativo alla parte inferiore della Successione epiligure e  a quella, coeva ed adiacente, del Bacino Terziario Piemontese (Mutti et al., 1995; Catanzariti et al., 1997; Martelli et al., 1998; Ottria et al., 2001).


TERMINI CHIAVE: Appennino settentrionale, Successione epiligure, corpi caotici, brecce argillose, foraminiferi planctonici, nannofossili calcarei, Biostratigrafia, Eocene, Oligocene.

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