Vai ai contenuti
Lingua:
Italiano
English
Effettua il LOGIN al sito

 

Iscriviti alla newsletter della SGI per essere sempre aggiornato sulle ultime novità

Iscriviti qui >>

 

Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 27 (2013) - (DOI 10.3301/ROL.2013.15)

Prefazione

Lucio Ubertini (*)


(*) Dipartimento di Idraulica Trasporti e Strade - Sapienza Università di Roma.


Acque e travertini rappresentano un binomio inscindibile, essendo le une cause e gli altri effetti di diversi fenomeni naturali di carattere idrogeologico e geochimico, che da sempre l’Uomo ha utilizzato come dono della Natura.
Materiale da costruzione di facile estrazione e lavorabilità, il travertino da sempre è stato utilizzato dall’Uomo per le sue costruzioni, sia esse imponenti, come parte dell’Anfiteatro Flavio, sia esse ordinarie. Ancora oggi sono e lo sono state nel passato sfruttate le acque termali, dalle quali il travertino stesso ha tratto origine.
Di depositi di travertino vi è traccia in tutto il mondo, ma nell’Italia centrale ve ne sono di importanti e pregiati; il più famoso è, forse, quello del bacino delle Acque Albule nei pressi di Tivoli da dove provengono i travertini utilizzati per l’edificazione del Colosseo.
In questa raccolta di contributi di alto livello scientifico, partendo proprio dai problemi di carattere idrogeologico e idrogeochimico del bacino delle Acque Albule oggetto nel recente passato di numerosi studi e ricerche, si può ricevere veramente una panoramica completa sui diversi aspetti che legano in modo indissolubile acque e travertini.
Dalla considerazione del fatto che il travertino è considerato pietra non solo di Roma Antica ma di tutta l’Italia centrale e meridionale, all’analisi ed alla modellazione idrogeologica e geochimica delle risorse idriche nella piana di Tivoli-Guidonia, dalla descrizione e interpretazione dei complessi fenomeni idrogeochimici alla base dei depositi di travertino, alla proposta di nuovi modelli di gestione degli acquiferi, il lettore interessato saprà sicuramente cogliere alcuni degli aspetti più salienti di questo affascinante binomio.
Come tutte le altre risorse naturali scarsamente rinnovabili anche il travertino necessita di conoscenza scientifica e lungimiranza nella sua gestione, per fare in modo che esso rappresenti sempre una risorsa, nonché un valore aggiunto per l’economia dei territori dove esso è presente. In questo senso è, a mio giudizio, paradigmatica la sua intima connessione con le acque, che per molto tempo l’Uomo ha considerato come un bene acquisito, dimenticando che le risorse idriche sono limitate nello spazio e nel tempo e che risultano difficilmente rinnovabili se pregiudicate in maniera grave dal punto di vista qualitativo. Benjamin Franklin nel 1746 scriveva, infatti, che “solo quando il pozzo è secco riusciamo a comprendere il reale valore dell’acqua”. Auguriamoci che in futuro non occorra parafrasare tale affermazione anche a proposito dei travertini.

© Società Geologica Italiana Dipartimento di Scienze della Terra, Università «La Sapienza», Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma • Tel.: 06 4959390 • Fax: 06 49914154 • Mail: info@socgeol.it  C.F.80258790585