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Rend. Online Soc. Geol. It., Vol. 27 (2013) - (DOI 10.3301/ROL.2013.22)

Uomo, georisorse e faglie nel Bacino delle Acque Albule, Italia centrale


Luigi De Filippis (*), Claudio Rossetti (*), Andrea Billi (**) e Claudio Faccenna (*)


(*) Dipartimento di Scienze, Università Roma Tre. E-mail: luigidefilippis1@gmail.com
(**) Consiglio Nazionale delle Ricerche, IGAG, Roma.


Il presente contributo è un resoconto di alcuni studi di carattere geologico, geofisico e geomorfologico che il nostro gruppo di ricerca ha effettuato, nel periodo 2001-2008, sui depositi di travertino quaternario del Bacino delle Acque Albule. Alla formazione di questo grande plateau di travertino hanno contribuito, in un lasso di tempo di c. 100 ka, diversi fattori geologici: (1) il substrato carbonatico profondo, (2) la tettonica attiva, (3) l’anomalia geotermica regionale, con gli associati fluidi geotermali di natura vulcanica, ed infine (4) l’enorme disponibilità di acqua, le cui vaste aree di ricarica sono rappresentate dai rilievi carbonatici preappenninici delimitanti il bacino a nord e ad est. Le faglie attive e l’intensa fratturazione oltre a garantire un continuo afflusso di fluidi geotermali (acque e gas) in superficie hanno determinato su tutta l’area l’instaurarsi di fenomeni di pericolosità geologica: fenomeni di collasso repentino (sinkhole) e subsidenze dei terreni di superficie. E’ inoltre dimostrato che questi fenomeni subiscono accelerazioni o riattivazioni al verificarsi di eventi sismici, anche di bassa magnitudo. I fattori di pericolosità geologica associati all’intensa urbanizzazione dell’area hanno concorso a generare una situazione di rischio elevato, per il patrimonio abitativo e per la popolazione. L’integrazione dei dati geologici di superficie e del sottosuolo, l’analisi strutturale, la geofisica, l’analisi di foto aeree storiche e lo studio della sismicità storica, associati ai numerosi dati idrogeologici disponibili, hanno permesso di ricostruire con buona precisione l’assetto geologico del bacino. Tale assetto costituisce lo strumento indispensabile sia per la tutela delle due georisorse locali (acqua e travertino) che per una più attenta e rigorosa pianificazione territoriale.


TERMINI CHIAVE: faglie attive, fratture, sinkhole, fluidi geotermali, travertino.

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