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Sezione di Geologia degli Idrocarburi

Website: http://www.sgi-idrocarburi.it/

 

L’Italia è da sempre un paese forte consumatore, e forte importatore, di idrocarburi. Ma è stato anche, e potenzialmente lo è ancora, un importante produttore di idrocarburi; potremmo essere il 5° potenziale produttore europeo di idrocarburi, dopo i principali paesi che si affacciano nel Mare del Nord, ovvero dopo Norvegia, Olanda, Regno Unito e Danimarca. Gli idrocarburi sono una risorsa strategica dello Stato, un bene indisponibile della comunità, ovvero di noi tutti.

Inizia nel 1802 con gli studi di chimica di Giuseppe Mojon l’era italiana del petrolio: le vie di Genova vengono illuminate con la “nafta” che affiorava lungo le rive del fiume Taro vicino a Parma. A quelle applicazioni risalgono i primi sfruttamenti di petrolio riportati dall’Abate Antonio Stoppani (1824-1891), autore della “Geologia d’Italia” e del più famoso “Il Bel Paese”. Il gas ha una storia simile, iniziata a fine Settecento con gli studi dell’Abate Lazzaro Spallanzani e di Alessandro Volta sulle proprietà degli idrocarburi. Storia che assume connotazioni industriali nel 1846, con la convenzione tra Comune di Torino e “Compagnia di illuminazione a Gas per la città di Torino” costituita nel 1837 per illuminare la futura prima capitale d’Italia con gas distillato da combustibili solidi.

Quelle prime esperienze, e il successivo corso della storia petrolifera italiana, sono caratterizzate da un elemento comune: il loro far perno sulla cultura scientifica, sulla tecnica, sulla capacità professionale degli uomini e delle donne che vi si dedicarono. Netta, in tutti i campi, fu la presenza e l’eccellenza della scienza italiana, che seppe imprimere a livello mondiale un’impronta in tutti i processi innovativi che guidavano lo sviluppo delle fonti/forme di energia.

 

PERCHÉ?

Risorse del sottosuolo e Scienze della Terra. Un connubio indissolubile, una scuola di GeoScienze invidiabile, una enorme fame di energia, una incredibile dipendenza energetica dall'estero e risorse potenziali ancora molto importanti. La necessità di operare nel pieno rispetto del territorio circostante, la consapevolezza che il geologo degli idrocarburi ha gli strumenti per contribuire in maniera significativa ad una corretta diffusione della conoscenza e incrementare una corretta consapevolezza del territorio che ci circonda.

Da tutto questo nasce la Sezione Geologia degli Idrocarburi in seno alla società Geologica Italiana. Una sezione che vuole avere come scopo quello di contribuire alla conoscenza del territorio e allo sviluppo del nostro Paese.

 

COSA?

Promuovere conoscenza, per il bene comune, sugli aspetti scientifici e tecnologici dell'esplorazione e produzione di idrocarburi, sulla loro importanza nell'ambito di un corretto mix energetico, e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile del Paese. Diffusione e condivisione di conoscenza, sensibilizzazione sull'importanza delle GeoScienze, corretta informazione.

 

COME?

Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso la combinazione dei seguenti possibili interventi:

  • Organizzazione di, e partecipazione a, seminari e convegni
  • Pubblicazioni
  • Visite a impianti e siti produttivi
  • Lezioni scolastiche e universitarie
  • "Gemellaggi" con analoghe Sezioni e/o Società estere e con Associazioni categoriali

ADESIONE

L’adesione alla Sezione è libera per i Soci, ed avviene con il versamento sul conto della Società Geologica Italiana di un contributo volontario di qualsiasi importo, specificando nella causale "Sezione Geologia degli Idrocarburi". Tali contributi saranno utili per la realizzazione delle finalità della Sezione.

 

>> Flyer
>> Scheda di adesione

 

PARTECIPAZIONI A CONGRESSI

 

R. Calabrò1, P. Martini2, A. Pica3, G. Rigo4, P. Shiner5, P. Vecchia3 - THE HYDROCARBON GEOLOGY GROUP a new Group within the Geological Society of Italy.

 

1 - Abu Qir Petroleum, Sidi Gaber, Alexandria-Egypt; 2.- Geomarpa Consulting Ltd, London-UK; 3 - Irminio srl, Rome-Italy; 4 - Cygam Energy Italia spa, Rome-Italy; 5 - Petroceltic Italia spa, Rome-Italy.

 

Poster presentato in occasione del congresso SGI-SIMP 2014 - The Future of the Italian Geosciences, The Italian Geosciences of the Future. Milano 10-12 settembre 2012.

 

>> Scarica il poster

Lettera a Roberto Pozzan (redazione di Report) di Pierluigi Vecchia, responsabile della sezione di Geologia degli Idrocarburi


Caro Pozzan,

continuo a non capire la Sua necessità di contrapporre, di mettere in competizione ed in alternativa i due settori industriali energetici delle fonti fossili e delle fonti rinnovabili. Continuo a vedere confusione e inesattezze in ciò che viene raccontato e in come viene raccontato. Veloci esempi:

 

- mancanza di parti sostanziali della storia del LabCavone, del Protocollo Operativo, delle Linee Guida

 

- il prof. Doglioni Le ha raccontato molte altre cose rispetto a quanto da Lei riportato

 

- strana associazione fra fracking idraulico e re-iniezione di fluidi nel sottosuolo. Anche uno studente al secondo anno di Scienze della Terra sarebbe in grado di spiegarLe e spiegare la differenza

 

- assimilazione fra ENI e GasPlus. Lo sapeva che sono due aziende diverse?

 

- strana lettura del Decreto SbloccaItalia: secondo Lei, caro Pozzan, esso concederebbe “libertà di perforare, basta l’ok del Ministero dello Sviluppo, e le Regioni non possono opporsi”, e lo dice proprio il giorno in cui il Senato approvava ieri il maxiemendamento che, fra l’altro, modifica l'articolo 38 dello Sblocca Italia coinvolgendo la Conferenza Unificata (lo sa cosa è?). Forse le è sfuggito che l’art.38 dice che l’Intesa con le Regioni è sempre e continuamente richiesta ed è elemento essenziale. Al di là del fatto quindi che senza l’Intesa delle regioni non si opera, Lei, caro Pozzan, non cita le tante valutazioni ambientali che il decreto in questione prevede e il fatto che le Valutazioni Ambientali coinvolgono le Regioni interessate

 

- in Italia NON esistono sussidi alle attività di esplorazione e produzione

 

- le dichiarazioni di Amato lasciano il tempo che trovano, anche perchè nel passato Le è stato già evidenziato che Amato faceva riferimento ad un rapporto della WEC e per il quale la WEC stessa aveva dichiarato che c’era un errore confondendo le potenzialità dell’Italia con quelle di Israele. Questo è il sito http://wec-italia.org/, potrebbe provare a contattarli e chiedere a loro. Mi sembra che così fanno di solito i giornalisti...

 

- il settore industriale produce pochi posti di lavoro? Come diceva mio nonno, meglio pochi che nessuno. Anche altri settori industriali sono capital intensive, ma nessuno si sogna di chiudere il settore delle telecomunicazioni o dei trasporti perchè generano pochi posti di lavoro...

 

Lei riporta che tutti dicono che la sfida è per un 2050 in cui le fonti fossili vengono sostituite dalle rinnovabili, ma non riporta quello che viene detto del “frattempo” fra oggi e il 2050. Lei dovrebbe raccontare come la Danimarca, paese certamente virtuoso nel campo delle rinnovabili, pensa e pianifica questo frattempo. Non Le anticipo nulla, vada a cercarlo.

Non vorrei scadere nella banalità chiedendoLe se il Suo computer è fatto di carta riciclata e si alimenta con la passata di pomodoro, se ha una Sua autovettura personalizzata a pedali o se cucina la pastasciutta con la legna (lo sapeva che la combustione della legna genera CO2?), ma sono davvero perplesso.

Io sono convinto che la sfida per il domani debba essere "insieme" e non "invece".

Certamente il messaggio che Lei ha voluto inviare non è sulla stessa linea, e visto che la Sua inchiesta non è certamente super partes, mi aspettavo che Lei alla fine del servizio indicasse cosa dobbiamo fare domani, non nel 2050, quando la macchina sarà a secco o la minestra a casa sarà fredda. Quando cioè Lei avrà contribuito a fermare definitivamente un intero settore industriale di vitale importanza in Italia e in tutto il mondo.

 

Una buona giornata, e anche Buone Feste

 

Pierluigi Vecchia

LIBRI

 

Autore: Michele Curcuruto
Anno: 2012
Numero di Pagine: 569


Un collega geologo, Michele Curcuruto, ci ha fatto dono di un suo libro e ci ha permesso di divulgarlo per quanto possibile. E' un pezzo importante di storia non solo mineraria siciliana, ma del nostro Paese, racconta della ascesa e del declino della capitale mondiale dello zolfo, di professione, tecnologia e di amori. Sono "storie di baroni, nobildonne, ingegneri, minatori e carusi fra Ottocento e Novecento".


Grazie Michele

 

Pierluigi Vecchia

 

>> Scarica il libro


 

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