Home
Comunicazioni
Membri GIGS
Riunione annuale
Escursioni GIGS
Studio e Lavoro
Visiting Scholars
Conferenze
Congressi
IGC 2004
Corsi
Scuola Pialli
Scuola Tecniche Analisi Strutturale
Dottorandi e Dottorato
Libri, Volumi speciali
Collegamenti
Software
Progetti di ricerca int.
Programmi Cofin

 

[In allestimento]

 

 

ESCURSIONE GIGS 2005 ALPI CENTRALI:

Lago di Como e Passo del Mortiròlo

Ottobre  2005

Spalla, Zucali, Zanoni  e Gosso

  

    Il tema che intendiamo offrire nasce dall'accanimento col quale negli ultimi vent'anni ci siamo fatti dell'autocritica sul modo di migliorare l'interpretazione tettonica di una catena che espone tutti i livelli della crosta:  pensiamo innanzitutto di avere evidenziato alcune contraddizioni,  e quindi tentato un progresso cercando di risolverle.

 

    Lavorando all'interpretazione tettonica di una catena che vanta almeno 150 anni di letteratura e ha visto nascere e trasformarsi una serie, senza pari nel mondo, di idee interpretative e di procedure analitiche, c'è il costante senso della cautela nell'affrontare il tema del significato geologico moderno delle unità tettoniche. Tuttavia possiamo oggi tentare di chiarire cosa sono veramente, nei termini attuali, le unità tettoniche nella crosta continentale e oceanica delle Alpi che usiamo come mattoncini per costruire le tappe evolutive della storia: che significato fisico (meccanico, termico e temporale) possiamo proporre, in base alle conoscenze del 2000, per le modalità di costruzione di una catena infracontinentale, in cui subduzione e collisione continentale (dopo un rift e un drift continentale) hanno ripetutamente messo in gioco deformazioni localizzate o diffuse, campi termici anomali e contrastati, episodi tettonici infra e sopracrostali.

 

    Quale senso conservano i modelli tettonici degli antichi padri della geologia delle Alpi? Quali sono i segnali che possiamo

raccogliere dalle rocce per creare spiegazioni aggiornate sulla storia tettonica della catena? Quali modelli dati per accettabili in altre catene ci possono aiutare?  E' meglio suddividere il problema dell'interpretazione cinematica generale in parti riferite a modelli più semplici, riferiti a singoli spezzoni della storia? = prima il rift, poi la subduzione, poi la collisione? Infine, abbiamo davvero la possibilità di raccogliere  con lo studio analitico i singoli segnali di queste parti della storia?

 

    Non penste che aspiriamo a spiegare tutto, abbiamo il piacere di discutere anche con voi quanto sia davvero sensata la sequenza di passaggi analitici che noi utilizziamo, quanto si possa correggere, sviluppare e arricchire in futuro.

 

    Vi assicuriamo che si tratta di un'escursione che privilegia la DISCUSSIONE DELLE PROCEDURE DI RACCOLTA DI INFORMAZIONI  FINALIZZATE ALLA COSTRUZIONE DI INTERPRETAZIONI TETTONICHE A SCALA DELLA CROSTA.

Poi parleremo anche di modelli, ma secondariamente. Ci baseremo sulle aree che abbiamo studiato, dalla scala di una carta dettagliata almeno al 5.000 o 10.000 per l'analisi delle strutture, alla scala della minerochimica e della deformabilità delle specie mineralogiche che creano i fabric granulari. (PROMETTIAMO ANCHE ALTRI ASPETTI INTERESSANTI DI TIPO, GASTRO- PAESAGGISTICO- ARCHITETTURAL- MENTE PARLANDO...).

 

Contents of the excursion

 

 

The GIGS 2004 excursion in the Central Alps visits localities in which we recently mapped in detail deformation sequences and fit them into a structural history and inferred  p-T -dt (relative deformation time)-paths, by analysing the mineral compatibilities in the mineralogical

support of microstructures and relating them to the field-scale (meso-mega structures). This led us to reconsider radically in the last 15 years nappe-piling mechanisms and ways of collisional continental thickening after ocean suture.

The excursion   discusses in a two days fieldtrip (+1 for travel to the region, back and forth) , by car and short mountain hikes, (the excursion menù may be combined "à la carte" since logistics is very simple) the analytical and interpretative ways to exploit the structural and metamorphic memory of polimetamorphic tectonites, and  how to fit them in the subduction-collision  history that affected African and European margins and the interposed Alpine ocean.

 

 

 

 

 

Fig. 2: Carta dove sono ubicate le due località dell'escursione in Alpi Centrali.

Sono la  *c (Passo del Mortiròlo) e la  *b (Lago di Como).

 

 

Program

 

day 1:

meeting point at Dervio in the noon. 

Southern Alpine thick-skin thrust belt.

Alpine tectonics= south-verging overthrusts involving Variscan and Permian continental complexes and Carboniferous-Permian-Mesozoic sediments.

Alpine metamorphism= very low to low grade imprint.

Study of Variscan and Permian deformation and metamorphic histories in continental protoliths of the Alpine orogeny.

Northern branch of Lake Como (Dervio-Piona).

Recent mapping of foliation grids and evolution of mineral assemblages.

Recent work on P-T histories.

Technique of representation of main interpretative steps of the geological history directly on the map.

Overnight in Dervio.

 

day 2:

car trip to Mortirolo Pass between Valtellina, and Valcamonica, east of Sondrio.

Austroalpine belt of the Central Alps, in the innermost steep belt of the southern margin of the subduction-collision complex: formerly supposed lid (Alpine low grade) of the subduction-collision complex (the Penninic nappe system of the axial belt = nappes of continental and oceanic materials);

Central Valtellina southern slope (Mortirolo Pass towards Valcamonica).

Alpine tectonics: subduction-collision.

Alpine metamorphism= very low to low grade imprint.

Study of Variscan complexes and Permian intrusives, and of their Permian and Alpine histories.

Alpine metamorphism  overprinting Permian intrusives.

Recent work on P-T histories.

Overnight near Mortirolo Pass.

 

On ????   some short stops may be visited in case of a favourable time table of single groups.

 

 

 

 

 

Fig. 3: Deformazione di dioriti e granodioriti permiane studiate nella località *c.