Riflessioni sulle finalità della nuova 'Promessa geoetica'

Società Geologica Italiana

Come forse molti di voi sapranno, nella sessione estiva delle Lauree magistrali delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Milano, rispettivamente ai Neodottori in Scienze e tecnologie Geologiche e in Scienze della Terra, è stata consegnata la pergamena contenente la "Promessa Geoetica", pronunciata ufficialmente, con grande emozione, dai neo laureati.

Ancora sotto l'influsso positivo e la grande soddisfazione di aver visto realizzato uno degli obiettivi più simbolici che l'allora Commissione di Geoetica della FIST (Matteucci R., Gosso G., Peppoloni S., Piacente S., Wasowski J., 2014 - The Geoethical Promise: A Proposal. Episodes, vol. 37, n. 3, pp. 190-191); (Piacente S. 2014 – La Geoetica, in "Geomorfologia Culturale", Panizza M., Piacente S., pp. 318 – 322. Pitagora Editrice, BO) si era prefissa, trovo ora importante esprimere alcuni pensieri e riflessioni che penso possano aiutare a rendere ancora più efficace e pregnante questo significativo successo.

L'ufficializzazione di questo atto simbolico, denso però di significato per chi crede nel valore etico e sociale della nostra professione di geologi e nella sua forza culturale e educativa, rappresenta senza dubbio un importante passo avanti verso una valorizzazione degli studi e delle ricerche nel vasto campo della conoscenza e delle dinamiche del nostro Pianeta, specialmente sui temi legati ai rischi e alle risorse.

Ne deriva una presa di coscienza della funzione sociale e dell'autorevolezza del ruolo che il geologo per primo deve riconoscere alla sua professione, per potersi proporre a pieno titolo e diritto nei dibattiti e nelle responsabilità delle questioni riguardanti le dinamiche della Terra. Perché ciò avvenga, occorre che sia fatto un lavoro a monte della fase ultima di dichiarazione di dottore in Scienze geologiche. Occorre infatti che la proposta sia il risultato di una fase preparatoria sviluppata in tutto il corso di studi per capirne in pieno l'importanza e i risvolti culturali e sociali. In caso contrario si rischia di lasciare ai neo laureati una bella pergamena, che li gratifica nel momento della consegna, ma che rischia di rimanere uno dei tanti attestati di buona volontà che entreranno nella loro vita sia professionale che di docenza e di ricerca.

Ogni docente con le sue ricerche e le sue competenze deve trovare le parole e i metodi utili a far percepire l'importanza etica che deve permeare il lavoro dei futuri professionisti, soprattutto in un'epoca come la nostra di evidente degrado ambientale, derivante da una mancanza di responsabilità generalizzata riguardo alla tutela, alla sicurezza e alla valorizzazione di tutti i beni del nostro Pianeta. Ne consegue una nuova e urgente responsabilità, che implica la struttura di tutto il corso di laurea. Quindi non solo "l'impegno che coinvolge il neo-laureato", ma soprattutto quello che diventa irrinunciabile all'interno di ogni corso, con uno sguardo comune, sia verso il passato, visto come un pilastro irrinunciabile cui guardare (anche in senso critico), sia verso il futuro, più impegnativo, ma comunque diverso, più responsabile.

È un modo, inoltre, di riaffermare la fiducia verso la scienza e il suo potere unificante per un pensiero culturale sempre più disponibile al confronto e alla cooperazione.

La finalità è anche quella di promuovere un nuovo contesto istituzionale, didattico e culturale, da realizzare attraverso un dibattito costante e più aperto tra le diverse anime della nostre discipline, superando anche quelle pigrizie intellettuali, spesso causate da impegni e compiti istituzionali, ma non per questo giustificabili, che sacrificano e oscurano la grande risorsa etica insita nel patrimonio delle conoscenze geologiche.
 

Sandra Piacente, gia docente di Geologia ambientale. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Italia).
 
Sandra PIACENTE

Già professore associato di geografia e geologia ambientale presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, ha coordinato progetti di ricerca ex 60% e un progetto nazionale COFIN sui geositi. Ha inoltre collaborato a numerosi progetti internazionali (CNR e MIUR). Autrice di libri di testo e di un centinaio di pubblicazioni scientifiche di geomorfologia, educazione ambientale, formazione e divulgazione scientifica; attualmente i suoi interessi sono orientati agli aspetti etici della ricerca geologica.

 
 
 
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