Forese-Carlo Wezel

Ricordo di Forese-Carlo Wezel

di Mario Tramontana, FiIlippo Carlo Wezel e Davide Baioni

Wezel

Il 23 dicembre 2018 ci ha lasciato Forese-Carlo Wezel, Docente di Geologia e Professore Emerito presso l'Università di Urbino e scienziato di fama internazionale. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per le Scienze della Terra, al cui studio si è sempre accostato con grande curiosità, capacità e passione.

Nato a Milano il 13 Giugno 1936, ha conseguito la laurea in Scienze Geologiche, a Milano, con il Prof. Ardito Desio e si è specializzato in Sedimentologia e Geologia marina in Olanda e Stati Uniti, presso lo Smithsonian Institution di Washington e presso il Lamont-Doherty Geological Observatory della Columbia University di Palisades, New York.

Dopo un periodo trascorso all'Università di Catania, è stato chiamato nel 1971 presso l'Ateneo di Urbino, ove ha fondato il Corso di Laurea in Scienze Geologiche e, qualche decennio dopo, ha contribuito allo sviluppo della Facoltà di Scienze Ambientali. Qui ha ricoperto la carica di Direttore, dapprima dell'Istituto di Scienze della Terra (poi di Geologia) e, successivamente, dell'Istituto di Dinamica Ambientale. Ha tenuto con passione numerosi insegnamenti che arricchiva sempre con le sue conoscenze, via via più profonde e diversificate.

Ha sviluppato nel tempo numerose tematiche di ricerca, coinvolgendo tra l'altro molti giovani, ai quali ha dato così la possibilità di formarsi come ricercatori. Ha partecipato a bordo della nave oceanografica Glomar Challenger al Leg 13 del progetto Deep Sea Drilling Project, nel Mediterraneo ed è stato più volte capospedizione di ricerche di geologia marina svolte nei mari italiani.

I primi anni della sua attività scientifica sono contraddistinti dalle ricerche sulla geologia della Sicilia, condotte attraverso studi di carattere micropaleontologico e sedimentologico applicati all'analisi stratigrafica di diverse successioni sedimentarie, nel cui contesto si è occupato, tra l'altro, delle evaporiti Messiniane della parte centro-meridionale dell'isola e delle successioni torbiditiche oligo-mioceniche (in particolare Flysch Numidico).

Complessivamente, comunque, la sua ricerca è stata rivolta alla geologia della regione mediterranea e alla paleoclimatologia operando, secondo un'ottica interdisciplinare, soprattutto nei campi della Geologia marina, Geologia regionale e Tettonica. Gli studi condotti hanno sempre fornito risultati di rilievo e, in alcuni casi, lo hanno portato a formulare sintesi geologiche che sottolineano la necessità di porsi in maniera non acritica di fronte a modelli consolidati, nell'ottica di favorire il confronto tra idee diverse, fondamentale ai fini dello sviluppo della conoscenza geologica. Con queste premesse ha fornito, inizialmente, una interpretazione originale dell'evoluzione dell'Arco Calabro-Siciliano e del bacino tirrenico e, successivamente, la sua curiosità lo ha spinto progressivamente ad affrontare tematiche di più ampia scala e respiro. In questo ambito ha ipotizzato un ruolo della tettonica verticale nell'origine ed evoluzione degli archi insulari dell'Oceano Pacifico. Ha inoltre condotto ricerche sulla evoluzione geotettonica del Pianeta Terra e sulle relazioni tra processi geodinamici e "global change". La sua attività, negli ultimi 15 anni, si è svolta anche nel settore della Geologia planetaria, indirizzata in particolare alla geologia di Marte.

Socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei, è stato Presidente della Società Geologica Italiana (2006-2008) e uno dei fondatori dell'Unione Europea delle Geoscienze, di cui è stato Segretario (1991-93). Nel 1973-76 ha fatto parte del Comitato scientifico francese ATP Géodynamique (come "espert étranger"). Nel 1983-85 ha fatto parte dei Comitati per l'assegnazione della medaglia europea "Alfred Wegener" e "Arthur Holmes". E' stato nell'editorial board di Tectonophysics e Terra Nova.

Ha organizzato diversi congressi internazionali: Sedimentary Basins of Mediterranean Margins (Urbino, 1980); The Geological Evolution of the Mediterranean Basin (Erice, Novembre 1982); The Origin of Arcs (Università di Urbino, 1986); Global Change (Strasburgo, 1991); The Ocean Floor: observations, theory and imagination (Accademia dei Lincei, 1994); New concepts in global tectonics (Università di Urbino, 2004). E' stato membro del Comitato Organizzatore del 32° Congresso Geologico Internazionale (Firenze, Agosto 2004).

Ha pubblicato circa 150 lavori scientifici, tra cui alcuni sulla rivista Nature e ha curato la pubblicazione di diversi volumi: Sedimentary Basins of Mediterranean Margins (Tecnoprint), The Geological Evolution of the Mediterranean Basin (Springer-Verlag, 1985) e The Origin of Arcs (Elsevier, 1986). E' inoltre Autore di alcuni saggi e libri divulgativi: Dal Nero al rosso: dentro il pulsare della Terra (Sperling & Kupfer, 1994); Il respiro della Terra (Piemme, 1998); Compulsare gli archivi storici della Terra (Bollati Boringhieri, 2004); e, recentemente, Terra, pianeti e spirito (Casa Editrice Rocco Carabba, 2018).

Nella sua opera più recente il suo eclettismo lo ha portato a spingersi "oltre", ricercando legami tra i diversi settori scientifici e quel patrimonio umano di pensieri, intuizioni, immagini che Egli chiama "umanesimo", nell'ottica di favorire il dialogo tra le "due culture".

Il ricordo va oggi alla sua persona, di grande forza e indipendenza intellettuale e morale, entusiasmo e libertà di pensiero, fermamente convinta delle proprie idee e, soprattutto, capace di superare schemi prefissati.

Sempre pronto a elaborare informazioni partendo da punti di vista diversi, Il Prof. Wezel ha lasciato il grande messaggio che è anche un insegnamento: "si può e si deve sempre cercare un diverso orizzonte da raggiungere".
 
Urbino, 10 Aprile 2019