Fra questi un periodo sul quale spesso indugio molto, è quello universitario nel quale mi sono guadagnato non solo il titolo per esercitare la professione trascorrendo anche un periodo goliardico nel vero senso di questo termine, ma soprattutto l'averti conosciuto. E l'importanza di questo nostro incontro mi si rende sempre più chiara ogni volta che mi soffermo su questo periodo.
Negli anni cinquanta il corso di Geologia dell'Università di Firenze era frequentato da pochi studenti: nel nostro, in quel 1955, eravamo una dozzina, e così nella prima lezione potei fotografare i volti di ciascuno. Incontrando il tuo sguardo sull'autobus che mi avrebbe riportato a casa, mi venne facile chiederti: "e tu che ci fai qui",e la risposta fu:"vado a casa perché abito a Scarperia", così iniziò la nostra amicizia che per me fu un vero dono.
Si perché mio zio ricordava spesso che gli incontri sono determinanti nell'orientare la vita di una persona, sia nel bene che nel male; per me l'incontro con te è stato determinante, trasformando assai positivamente il mio modo di vita, senza che allora, e per molti anni, me ne accorgessi.
Stavo attraversando un periodo molto delicato iniziato in quarta liceo, costellato di insuccessi vari che non mi rendevano sereni quegli anni giovanili, normalmente ascrivibili ai migliori della vita. Con grande fatica avevo superato l'esame di maturità ed ora mi accingevo a frequentare l'Università con un atteggiamento non troppo ortodosso.
Le ore trascorse nei viaggi in autobus da San Piero parlando di vari argomenti, e le lunghe preparazioni per gli esami sostenuti insieme, consolidarono la nostra amicizia che si rafforzò anche in avventurose vacanze organizzate e trascorse con piacere e divertimento.
Al primo esame ci presentammo con la timidezza della prima volta, ma tutto andò bene e tu, come negli esami successivi, prendesti un voto migliore del mio. Il fatto di prendere un voto inferiore al tuo non mi creava nessun disagio in quanto, studiando con te, avevo intuito che tu assorbivi più velocemente il contenuto delle materia oggetto di studio. Inoltre ero consapevole che se avessi studiato da solo non avrei dato tutti quegli esami.
Ne demmo un secondo e poi entrammo finalmente in vacanza.
Mi introducesti in una compagnia molto simpatica composta da studenti locali ed anche villeggianti, che trascorrevano i mesi estivi con gite e riunioni piacevoli, con giochi vari, con bagni al lago dello Zagni o nel fiume Sieve e con i balli la sera dopo cena. Essendo allora un po' imbranato con le ragazze, all'inizio ebbi qualche difficoltà, che la schiettezza della compagnia riuscì a fugare in breve tempo. Ricordi i balli alla Lucciola con il juke box il mercoledì e l'orchestra la domenica che ci deliziava con canzoni come il: Cielo in una stanza, Volare, Maruzzella, Ciliegi rosa suonato da un ottimo cornettista, e tante altre belle canzoni dei nostri tempi? Canzoni che facevano da sottofondo alle serate trascorse nel giardino dell'Elda dove ci radunavamo, invitati dalla nipote, per vivere simpatiche e divertenti serate?
Che belle vacanze trascorremmo in quegli anni! Quante simpatie scaturite! Eravamo giovani e pieni di vitalità.
Il primo anno facemmo anche una breve esperienza speleologica in una grotta vicino a Firenzuola, ma alcuni passaggi troppo angusti, la claustrofobia e la zona considerata sismica ci sconsigliarono la continuazione.
Un anno facemmo l'esperienza dell'autostop che risultò molto piacevole. Ricordi l'abbuffata di cioccolata in Svizzera e le due cene offerteci a Grindelwald all'albergo della ragazza che avevamo conosciuto a Firenze? Ed a Saint Louis quel velocissimo montaggio della tenda per ripararci dall'imminente pioggia, notato ed apprezzato dagli occupanti di una tenda vicina alla nostra? Ed il giorno dopo la decisione di riattraversare il fiume Reno per tornare in Germania poiché in Francia, a causa della guerra in Algeria, non davano passaggi a nessuno? E a Stoccarda, all'ingresso dell'autostrada, la lunga attesa sotto un sole cuocente con la sola ombra di un cartello indicatore che a turno ci permetteva un po' di refrigerio alla testa? E la signora con due bambini che volle darci un marco ciascuno? E tornando in Italia, quel signore che, avendo già dato il passaggio a due ragazze tedesche, voleva che solamente uno di noi salisse, ma alla nostra ferma decisione ci prese ambedue. Che bella vacanza!
Terminate le vacanze estive con la festa del Diotto, si riprendeva lo studio per gli esami della sessione autunnale, poi per quella di febbraio ed infine quella di giugno, avendo frequentato i corsi inseriti nei vari anni, passando sempre più tempo in Facoltà.
A primavera nei vari Atenei veniva celebrata la Festa delle Matricole alla quale siamo stati sempre presenti a quelle dell'Ateneo fiorentino, partecipando anche ad alcune dell'Ateneo pisano e bolognese. A Bologna, se ricordi, rimanemmo senza soldi e senza i biglietti del treno; ci volle tutta l'abilità e la recitazione di Caterina (ragazza simpatica che mangiava sempre con noi alla mensa dello studente) a raccogliere i soldi per tre biglietti ferroviari.
Tra le feste dell'ultimo dell'anno e di carnevale ricordo quella passata al Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo dove ci imbattemmo in una compagnia simpatica e divertente, che poi frequentammo per un po' di tempo.
Ad eccezione di questi ludi estivi, nel resto dell'anno studiavamo e così giungemmo al termine degli esami ed alla tesi. A te fu assegnato il rilevamento geologico di un'area in Liguria, laureandoti nella sessione di giugno, a me in Emilia ad ovest di Baragazza, laureandomi nella sessione di febbraio; poi a giugno partii per il militare.
Ci ritrovammo dopo circa 2 anni: eri già entrato in Università, ed in procinto di mettere su famiglia, mi facesti l'onore di essere tuo testimone alle nozze.
Dopo qualche anno mi capitò di redigere uno studio per la costruzione di una diga sul torrente Rincine a Londa; considerando la mia inesperienza lo facemmo insieme e la relazione fu battuta a macchina da tua moglie Grazia.
Io iniziai a lavorare alla Geomap su di un progetto per due compagnie petrolifere nell'area del Mar Rosso ed in seguito ad una querelle con Merla innescata dal suo amico Marchesini, partecipai alla spedizione organizzata dal CNR nel gennaio1969 in Etiopia, a cui partecipasti anche tu.
Dopo aver studiato insieme, ora avevamo la possibilità di lavorare insieme nel Corno d'Africa. Ed anche quello fu un bel periodo!
Tu eri riuscito a portare un fucile da caccia, così un giorno, eravamo nell'area di Corbettà, uccidesti una bella ottarda, cucinandola, poi all'arancio; fu una cena da "leccarsi i baffi".
Era il periodo della contestazione, così in alcune cene serali, prima di entrare in tenda, insieme ad Ernesto ed ad Azzaroli sparavate a zero sul "barone" Merla che tenacemente ribatteva. Ma la cosa strana era che io, considerandomi sempre sui banchi anche nella mia breve esperienza di insegnante in una classe della scuola media, mi trovavo più vicino alle considerazioni di Merla che alle vostre. Ricordo anche di avervi chiaramente detto: "attenti perché la carriera universitaria la dovete fare voi e non io". Avevate ragione voi perché ambedue avete in seguito fatto un'ottima carriera Universitaria.
In quella campagna facemmo l'esperienza del rilevamento a cavallo, come forse Merla aveva fatto nel 1937, con foto pubblicata sul secondo volume di "Dancalia l'esplorazione dell'Afar, un'avventura italiana" con la didascalia (un po' spiritosa): l'armata Brancaleone alla conquista dell'Amba Derbrit, dove sei ben visibile anche tu. In quella spedizione usammo anche noi la carta a scala 1:250.000 Topomorphic Map of Northern Afar – Ethiopia, prodotta in Geomap per volere di Marchesini nell'anno precedente, una copia della quale portai insieme a Merla all'Ambasciata Italiana di Addis Abeba, perché fossi consegnata al Negus.
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Ma tu sei anche l'artefice del mio più importante incontro. Ricordi chi mi ha fatto conoscere una domenica pomeriggio di novembre del 1960? la mia futura moglie: Marta amica di Grazia tua futura moglie. Essendo quel giorno andata a pranzo da Marta, nel pomeriggio sarebbero uscite insieme a te, ma poiché uscire con due ragazze non ti piaceva molto mi chiedesti di partecipare alla serata che fu molto gradevole. Mi ringraziasti per il piacere che ti avevo fatto, ma quello fu per me il più bel regalo ricevuto nella vita, e per questo ti ringrazio ancora, anche se dell'importanza del bene ricevuto me ne sono accorto un po' in ritardo. Infatti ci sarebbero voluti alcuni anni, perché il cambiamento della mia vita fosse giunto finalmente al traguardo, sposandola.
Caro Mario sei stato uno degli incontri importati della mia vita, ci siamo laureati ed anche divertiti molto, ora spero di ritrovarti su di una nuvoletta e di sentirti dire: "e tu cosa fai quassù".
Affettuosamente Paolo
P.s. Ti allego quattro foto ritrovate in un cassetto che, sicuramente, ti procureranno piacere ed anche un po' di nostalgia