Il 17 maggio 2026 è scomparso, dopo una lunga malattia, Gianni Musumeci, Professore Associato di Geologia Strutturale e Tettonica presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa.
Laureatosi con lode all'Università di Pisa, aveva conseguito il dottorato di ricerca in Scienze della Terra nel 1991. Dopo essere stato borsista nell'ambito del Progetto Nazionale Ricerche in Antartide e ricercatore CNR a tempo determinato, nel 1999 aveva vinto il concorso da ricercatore universitario e, nel 2016, era stato nominato Professore Associato, sempre presso l'Ateneo pisano.
Nel corso della sua attività scientifica si era dedicato allo studio della geologia strutturale e dell'evoluzione tettonica di numerosi contesti geologici, privilegiando sempre il lavoro sul terreno. Gianni sapeva però abbinare al lavoro di terreno diverse metodologie analitiche, come la microstrutturale e la geocronologia, che lo hanno portato a raggiungere risultati scientifici di rilevo.
Già durante la tesi di laurea e successivamente nel dottorato, sotto la guida di Piero Pertusati, aveva studiato il basamento varisico della Sardegna. Pur senza mai interrompere le sue ricerche sull'isola, la sua curiosità scientifica e la profonda passione per la geologia lo avevano portato anche in Antartide, dove aveva indagato l'evoluzione geologica del Wilson Terrane, e in Himalaya, partecipando a spedizioni geologiche nel Nepal orientale e nel Tibet meridionale. Da queste esperienze erano poi nate ricerche dedicate al basamento paleozoico delle Alpi Occidentali e alla catena dell'Anti Atlante in Marocco.
Successivamente aveva rivolto il proprio interesse allo studio dell'assetto strutturale e dell'evoluzione metamorfica delle unità tettoniche dell'area geotermica di Larderello e dell'Arcipelago Toscano. In particolare, aveva condotto numerose ricerche all'Isola d'Elba, luogo al quale era profondamente legato. Negli ultimi anni aveva inoltre avviato nuove linee di ricerca nell'isola di Mykonos, nelle Cicladi settentrionali.
La sua attività di ricerca è sempre stata guidata dalla curiosità e dal desiderio di esplorare nuovi temi, affrontati con uno sguardo originale che lo ha portato a formulare ipotesi innovative e mai convenzionali. La sua produzione scientifica è testimoniata da numerose pubblicazioni su riviste internazionali di alto prestigio.
L'intensa attività di ricerca e il profondo amore per la geologia sul terreno hanno portato Gianni a partecipare e organizzare campagne geologiche in Italia e all'estero, nonché a coordinare diversi progetti cartografici in Italia e in Marocco. Ha inoltre diretto numerosi progetti di ricerca, tra cui diversi PRIN.
È stato un docente appassionato e profondamente stimato, capace di trasmettere le proprie conoscenze a centinaia di studenti attraverso corsi come Geologia I e Geologia dei Basamenti Cristallini, nonché seguendo con attenzione tesi magistrali e dottorati di ricerca. Ai suoi allievi ha saputo comunicare il rigore e il fascino della moderna geologia strutturale e delle sue applicazioni. Gianni aveva inoltre la capacità di trasmettere il piacere dell'attività di campagna, come fondamentale sorgente delle conoscenze geologiche. Gli studenti lo ricordano come un docente esigente, ma al tempo stesso disponibile e coinvolgente.
Noi tutti lo ricordiamo come un collega ironico, curioso e sempre disponibile, pronto al confronto scientifico così come a condividere momenti conviviali davanti a un buon bicchiere di vino.
Ha affrontato la malattia con la stessa tenacia e lucidità con cui affrontava la ricerca, senza mai indulgere nell'autocommiserazione. La sua scomparsa lascia un grande vuoto, che cercheremo di colmare custodendo con affetto il ricordo dei momenti trascorsi insieme.
Grazie Gianni