Giotto Dainelli (Firenze 19 Maggio 1878 – Firenze 16 Novembre 1968)

Società Geologica Italiana

a cura di SIMONE FABBI (Sezione di Storia delle Geoscienze)
 
Proveniente da una famiglia agiata iniziò a viaggiare fin da giovanissimo, seguendo gli spostamenti del padre Luigi, ufficiale dell'esercito. Si laureò in scienze naturali nel 1900 a Firenze e proseguì il suo perfezionamento a Vienna.
Nel 1903 ottenne a Firenze la libera docenza in Geologia e Geografia fisica e nel 1914 la cattedra di geografia nella facoltà di lettere dell'Università di Pisa, dove rimase fino al 1921, quando gli venne assegnata la cattedra di Geologia all'Università di Napoli. Nel 1924, alla morte del suo maestro Carlo De Stefani, gli fu affidata la cattedra di Geologia e Paleontologia dell'Università di Firenze, che tenne fino al 1944. Nel 1928 vinse inoltre un concorso internazionale per la cattedra di Geografia all'Università del Cairo, ma per una serie di difficoltà politiche dovette rinunciarvi. Nel 1945 venne proposta la sua espulsione dall'Università per i suoi trascorsi politici, ma la sentenza finale del 1947 fu assolutoria e nel 1953, alla fine della sua carriera accademica, fu nominato Professore emerito della Facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Firenze. Nell'ultimo periodo della sua vita si dedicò soprattutto alla divulgazione scientifica.
Gli interessi scientifici di Dainelli furono estremamente vasti, come testimonia la sua produzione scientifica che consta di quasi 600 pubblicazioni e più di 1000 carte originali. Egli fu un esploratore, geologo, paleontologo e geografo di altissimo livello, tanto che nel 1927 nel corso di un congresso a Cambridge, il geologo e geografo francese Emmanuel de Margerie lo definì "il più ampiamente preparato di tutti i geografi viventi". Da paleontologo istituì circa trenta specie fossili e quattro viventi. Da geologo effettuò rilevamenti geologici in Italia settentrionale, in Dalmazia, in Appennino meridionale e in Salento, specializzandosi sull'Eocene. Fuori dall'Italia studiò tra l'altro la geologia del Marocco, della Bretagna, della Somalia, dell'Etiopia, dell'Eritrea, del Karakorum, del Tibet e del Caucaso. Da geografo fu particolarmente impegnato nello studio dei ghiacciai e della geomorfologia alpina.
La sua carriera scientifica fu caratterizzata soprattutto da una spiccata propensione all'esplorazione di terre remote, spesso in collaborazione con il grande geografo Olinto Marinelli, con il quale già nel 1905-1906 compì una prima campagna di studi nella colonia Eritrea. Nel 1913-1914 partecipò, sempre insieme a Marinelli, all'imponente spedizione De Filippi nel Karakorum e Turkestan cinese, che fu la più importante missione esplorativa italiana in Asia. Durante la spedizione, che a causa dello scoppio della Grande Guerra fu costretta a un lungo ritorno via terra passando dalla Russia, i due esploratori studiarono il ghiacciaio Rimu, nel Karakorum orientale, individuarono la foce del fiume Yarkand, esplorarono la remota regione dell'Aksai Chin e parte della catena del Tian-Shan.
Nel corso della spedizione furono raccolti moltissimi campioni di rocce e fossili, un quantitativo enorme di dati geofisici e meteorologici e fu effettuato un rilevamento topografico di ampie zone inesplorate. I risultati scientifici dell'impresa furono pubblicati in un'opera monumentale divisa in 12 volumi, in massima parte curati da Dainelli che comprende anche i risultati di una successiva spedizione in Tibet da lui condotta del 1930. Nel 1936-1937, organizzò e diresse per conto dell'Accademia d'Italia una missione esplorativa al lago Tana, in Etiopia. Tra il 1937 e il 1939 partecipò a due spedizioni dirette da Carlo Migliorini per conto dell'AGIP, volte all'esplorazione geo-petrolifera della Somalia e dell'Eritrea.
Dainelli fu una figura importante del panorama culturale italiano nel periodo tra le due guerre. La sua idea politica era fermamente monarchica e nazionalista. Fu interventista nella Grande Guerra e sostenitore del regime Fascista, al quale tuttavia non aderì subito, accettando la tessera del partito solo nel 1926. Divenne in seguito un fedelissimo del regime ma, da intellettuale, si rifiutò di firmare il Manifesto della Razza. Nominato Podestà di Firenze nel 1944, di fronte all'avanzata degli Alleati si rifugiò nel territorio della Repubblica Sociale Italiana. Portò con sé una parte cospicua dei documenti e del patrimonio dell'Accademia d'Italia, che riuscì a mettere in salvo. Il 26 aprile 1945 comunicò immediatamente alla segreteria dell'Accademia dei Lincei, insediatasi a Roma dopo la liberazione della Capitale, lo stato del patrimonio della sciolta Accademia d'Italia e il rifugio in cui erano conservati tutti i documenti. Nonostante ciò, fu espulso dall'Accademia dei Lincei per indegnità, a causa della sua adesione alla RSI.
Nella sua lunga carriera scientifica Dainelli ottenne numerosi riconoscimenti: dal 1915 al 1919 fu vicepresidente della Società Geografica Italiana, fu socio dell'Accademia dei Lincei dal 1919 al 1945, fu membro dell'Accademia d'Italia, della quale fu l'ultimo presidente (dalla morte di Giovanni Gentile nel 1944 allo scioglimento dell'Accademia nel 1945) fu socio della Pontificia Accademia delle scienze, affiliato a numerose accademie e società scientifiche in Italia e all'estero; nel 1954 ricevette dalla Società Geografica Italiana la medaglia d'oro riservata ai grandi esploratori. Una cima del Caucaso georgiano, nei monti Kazbegi, porta il suo nome (Punta Dainelli).
Della Società Geologica Italiana fu socio dal 1900 (successivamente socio vitalizio) e presidente nel 1936.
 
FONTI E BIBLIOGRAFIA

Luzzana Caraci I. (1985) - Dainelli, Giotto. Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Vol. 35.
Mautone M.L. (2000) - Il viaggio e l'esplorazione nelle immagini di Giotto Dainelli. Napoli. Universita degli Studi di Napoli Federico II.
Mohr P. (1993) - The half-centenary of the publication of "Geologia dell'Africa Orientale" by Giotto Dainelli: an attempted assessment. Bollettino della Società Geologica Italiana, 112, 635-646.
Sestini A. (1969) - L'opera geografica di Giotto Dainelli. Rivista Geografica Italiana, 76, 201-206.
Società Geografica Italiana (1954) - Giotto Dainelli e la sua opera scientifica. Resoconto della manifestazione del 5 aprile 1954 in suo onore e bibliografia ragionata dei suoi scritti. Società Geografica Italiana, Roma.
Vedovato G. (2009) - Giotto Dainelli tra scienza e politica. Rivista di studi politici internazionali, 3, 381-421.

SITOGRAFIA
https://alpinismofiorentino.caifirenze.it/2012/11/giotto-dainelli-presidente-che-amo-la-scienza-e-litalia-di-marco-bastogi/
Ultimo aggiornamento: