Arturo Issel (Genova, 11/4/1842 – 27/11/1922)

Società Geologica Italiana

A cura di Fabiana Console (Sezione di Storia delle Geoscienze)

Brillante studente del prof. Giuseppe Meneghini si laureò, nel 1862, in Scienze Naturali con medaglia d'oro all'Ateneo di Pisa. La sua ricerca scientifica (coronata da 260 pubblicazioni), pur partendo da solide basi naturalistiche, ben presto si ampliò e si aprì sui numerosi temi delle Scienze della Terra. I suoi interessi spaziarono dalla malacologia, alla paleontologia, alla geologia, alla geomorfologia e alla geofisica anche applicata. La sua terra, la Liguria, fu sempre al primo posto nei suoi interessi culturali e scientifici. Nel 1866 ottenne la cattedra di mineralogia e geologia all'Università di Genova e divenne Professore ordinario dal 1876 fino al 1891 quando, allo sdoppiamento della cattedra, decise di mantenere quella di geologia, diventando anche Direttore del Museo geologico dell'Università. Mantenne entrambi i ruoli fino al 1917, anno del pensionamento per raggiunti limiti di età. Dal 1893 al 1913 tenne anche l'insegnamento di Geografia per gli studenti della Facoltà di Lettere.

Arturo Issel, come naturalista, partecipò al dibattito sulla teoria darwiniana in Italia condividendone criticamente il pensiero e sottolineando la direzionalità evolutiva della selezione naturale, anticipando il problema delle forme intermedie il cui adattamento alle condizioni locali avrebbe dato avvio alla differenziazione in nuove specie.

Nel 1865 partì per una campagna paleontologica in Egitto per effettuare ricerche sulla diffusione delle specie, conducendo uno studio attento e dettagliato dei Molluschi moderni, incrociando i dati con la malacologia descrittiva e sistematica del Mar Rosso. Nel 1867, in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi, presentò i resti di uno scheletro quasi integro con tratti arcaici differenziali recuperato nella città di Savona un decennio prima; sempre nella stessa città recuperò fossili di invertebrati marini eocenici e vertebrati del Pliocene superiore, arricchendo e migliorando le conoscenze del Pliocene ligure.

Nel 1870 partecipò con Antinori, Beccari e Sapeto alla spedizione scientifica di malacologia in Assab, golfo di Aden e coste dell'Etiopia, organizzata dalla Società geografica italiana, visitando il poco conosciuto altopiano del Keren. Agli inizi degli anni Ottanta, Issel studiò le lente oscillazioni del suolo, che lui denominò "bradisismo", introducendo questo neologismo in ambito scientifico; inoltre, condusse indagini sui terremoti del Levante ligure del 1887 e di Zante del 1893. Di questa isola compilò la prima carta geologica alla scala 1:200.000.
Nel 1892, pubblicò il suo contributo più famoso: "Liguria geologica e preistorica". Si tratta di una elaborata e organica monografia sulla geologia, paleoantropologia, idrogeologia, mineralogia e sismologia della sua regione nella quale affrontò l'annosa questione, a quel tempo, delle "pietre verdi" (serpentine) che Issel ritenne fossero il risultato di sollevamenti orogenetici ripetuti e differenziati nel tempo e nello spazio. Issel allegò a questo volume sia la "Carta geologica della riviera ligure e Alpi marittime" sia la "Carta geologica della Liguria e dei territori confinanti". Approfondì anche le teorie sulla genesi dei vulcani, analizzò la loro disposizione geografica e ne studiò il meccanismo eruttivo indicandone la causa nei gas presenti nei magmi.

Si distinse anche nello studio della speleologia, spronando ed incentivando l'esplorazione delle grotte da considerare un ambiente naturale ipogeo ricco di forme inorganiche e organiche utilissime per la documentazione di paleontologia umana. Studiò la configurazione degli alvei fluviali e delle coste marine e, nel suo famoso "Compendio della geologia" del 1896, pose l'attenzione, per la prima volta in un manuale didattico, alla genesi e alla classificazione dei noduli e delle concrezioni.

Nel 1907 i colleghi dell'Università degli Studi di Genova, per festeggiare i 40 anni di insegnamento, istituirono una fondazione a suo nome per assegnare un premio "agli studenti in scienze naturali e in geografia che si fossero distinti nel loro lavoro di laurea".

Nel 1914, Issel istituì il Piano Tirreniano per comprendere i sedimenti a facies marina e i depositi litorali terrazzati della terza fase interglaciale caratterizzati da una malacofauna contenente "ospiti senegalesi", molluschi attualmente viventi lungo le coste del Senegal nell'Oceano Atlantico, ma estinti nell'area Mediterraneo.

Nel 1893 fu eletto Presidente della Società Geologica Italiana, di cui fu anche socio fondatore; fu membro e Presidente del R. Comitato geologico e di decine di altre Società scientifiche italiane e estere. Il Re Vittorio Emanuele II motu proprio gli concesse l'alta onoreficenza di Commendatore e Grande Ufficiale dei Santi Maurizio e Lazzaro; ottenne una medaglia d'oro dall'Istituto di Geologia in Francia e due d'argento dalla Società Geografica Italiana.
 
BIBLIOGRAFIA
Università di Genova (1907) - Onoranze al Prof. Arturo Issel in occasione del suo 40° anno di insegnamento nell'Ateneo Genovese. Tip. Fratelli Carlini, Genova.
Sacco F. (1923) - Arturo Issel. Boll. R. Uff. Geol., 49(1), 1-5
Principi P. (1923) - Arturo Issel. Boll. Soc. Geol. It., 42,  20-24
Morello N. (2004) - Arturo Issel. Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, vol. 62. http://www.treccani.it/enciclopedia/arturo-issel_(Dizionario-Biografico)/

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