Guido Bonarelli (Ancona, 25 luglio 1871 – Roma, 11 gennaio 1951)

Società Geologica Italiana

A cura di GIOVANNI DE CATERINI (Sezione di Storia delle Geoscienze)

Il nome di Guido Bonarelli è legato alla ricerca, alla formazione e all'organizzazione dei servizi geologici dedicati alla ricerca petrolifera, ma i suoi interessi "tracimavano" anche nell'antropologia, archeologia, etnografia, geografia e storia (Bonarelli, 2001).
Nato ad Ancona da famiglia di antica nobiltà Normanna, passò l'adolescenza a Gubbio. La curiosità vivace ed eclettica e l'eccezionale senso dell'avventura polarizzarono l'attenzione di Bonarelli sulla geologia. Si laureò in Scienze naturali a Torino nel 1894 alla scuola di Carlo Fabrizio Parona e si trasferì l'anno successivo a Bologna in qualità di assistente del Professor Giovanni Capellini.

Le "scorribande" geologiche sulle montagne dell'Appennino umbro marchigiano lo resero famoso già da studente: risale al 1891 la scoperta del famoso omonimo livello bituminoso (Cenomanian–Turonian Oceanic Anoxic Event - OAE 2) che gli fu poi intitolato. Nel 1898 Bonarelli ottenne la cattedra di Geologia e Mineralogia all'Istituto Agrario Sperimentale di Perugia, dove si trasferì, compiendo un viaggio che, simbolicamente, rappresenta la sua vita: a piedi completando i propri rilevamenti geologici.
Nel 1899 tornò a Torino come assistente alla cattedra di geologia del Professor Parona e qui strinse amicizia con l'ing. Cesare Porro (fratello del Vice Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano nella Grande Guerra), uno dei precursori della ricerca petrolifera italiana ed europea.

Porro reclutò il Bonarelli nella compagnia petrolifera olandese Royal Dutch (che poi doveva unirsi alla Shell) per continuare le ricerche petrolifere da lui iniziate nelle Indie olandesi. Bonarelli lasciò allora la sua avviata carriera accademica per intraprendere la sua esperienza "around the world", affascinato da quei luoghi misteriosi e inesplorati (nello stesso anno Emilio Salgari pubblicò "Le tigri di Mompracem") ma anche interessato a quella nuova materia che allora (come oggi) era appannaggio sia dei grandi geologi pratici che ricercatori.Tornato in Italia si persuase che le sfere governative non erano interessate alla produzione dei carburanti da combustibili fossili, nonostante si stesse già diffondendo a livello globale l'uso del motore a scoppio e le grandi compagnie petrolifere americane si battessero per accaparrarsi le concessioni minerarie in tutto il mondo.

Nel 1911, pertanto, sollecitato dal prof Gaetano Rovereto (uno dei numi tutelari della geologia pratica e fondatore di quella ligustica) traversò l'Atlantico per assumere il ruolo di geologo specialista nelle ricerche di petrolio nel Servizio Geologico Argentino (Direccion General de Minas, Geologia e Hidrologia).

Nel 1919, ritornato in Italia, si dedicò all'attività professionale e ai rilievi geologici dell'Appennino centrale come ricercatore "free lance", possibilità che le sue condizioni agiate gli consentivano.

Tra il 1923 e il 1927 fu richiamato in Argentina con l'incarico di coordinare la Divisione Geologica della "Direccion de Yacimientos Petroliferos Fiscales" (YPF) dedicandosi non solo alla ricerca ma anche alla coltivazione dei giacimenti costituendo, in Sud America, un'eccezionale scuola geologica e ingegneristica italiana.

Nel 1926, con Regio Decreto, venne fondata l'Azienda Generale Italiana Petroli (AGIP) con lo scopo di gestire la filiera della produzione petrolifera italiana. Bonarelli fu allora richiamato in patria con l'incarico di Direttore delle ricerche e in AGIP costituì un efficiente Servizio geologico e geofisico; stesso lavoro svolse in seno all'Ente Nazionale del Metano. Furono in quel periodo gettate le basi per le prospezioni in Pianura Padana, Adriatico e Val d'Agri che divennero produttive, per motivi tecnologici, solo nel dopoguerra. Nello stesso periodo egli si occupò del completamento di diversi fogli della Carta geologica d'Italia, pubblicati negli anni '30.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, per pressione degli alleati, si propose la liquidazione dell'AGIP e degli altri enti legati alle georisorse italiane. Bonarelli, sia personalmente che come Presidente della Società Geologica Italiana (incarico che ricoprì nel 1946), si impegnò assiduamente per rivendicare i grandi risultati raggiunti dalle ricerche petrolifere in Italia e le potenzialità del gruppo. Enrico Mattei, commissario per la liquidazione dell'AGIP, non solo non chiuse l'Ente, ma istituì nel 1952 l'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI).

Guido Bonarelli venne a mancare all'età di 80 anni. Il suo percorso intellettuale ha lasciato in eredità uno sconfinato patrimonio di scritti eclettici e interdisciplinari (Feruglio, 1954; Bonarelli, 2001), progrediti con i tempi e la sua età come testimoniano simbolicamente le due principali pubblicazioni sulla classificazione degli ominidi scritte rispettivamente a 37 e 74 anni: la prima su quelli attuali, la seconda su quelli fossili.
 
FONTI E BIBLIOGRAFIA
Bonarelli L. (2001a) – Guido Bonarelli (1874 – 1951). La vita e l'opera scientifica. Associazione Pionieri e Veterani AGIP (http://www.pionierieni.it/wp/wp-content/uploads/Guido-Bonarelli-la-vita-e-lopera-scientifica.-Di-E.-bonarelli.pdf)
Bonarelli L. (2001b) – Guido Bonarelli (1874 – 1951). La vita e l'opera scientifica: album fotografico. Associazione Pionieri e Veterani AGIP (http://www.pionierieni.it/wp/wp-content/uploads/Guido-Bonarelli-lalbum-fotografico.pdf)
Feruglio E. (1952) - Necrologia di Guido Bonarelli.  Boll. Soc. Geol. It., vol. 71, fasc.1.
Lippi-Boncambi C. (1969) - Guido Bonarelli. Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 11
https://www.pionierieni.it/ 

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