Giampaolo Pialli (Umbertide, 15/12/1939 - Perugia, 16/05/1999)

Società Geologica Italiana

A cura di MASSIMILIANO R. BARCHI, SIMONETTA CIRILLI, GIUSY LAVECCHIA, MARCO MENICHETTI & GIORGIO MINELLI

Laureatosi all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1962, sotto la guida di Roberto Signorini, dopo una esperienza di lavoro in Brasile nel campo della geologia del petrolio, Giampaolo Pialli iniziò nel 1964 la sua collaborazione scientifica e didattica con l'Università di Perugia, e in particolare con Roberto Colacicchi.  Insegnò Paleontologia e Geografia Fisica nel corso di laurea in Scienze Naturali e, a partire dal 1976, tenne il corso di Geologia nel neo-istituito corso di laurea in Scienze Geologiche. Nominato Assistente Ordinario nel 1969, nel 1980 vinse il concorso per Professore Ordinario, ricoprendo la carica di presidente del CCL di Scienze Geologiche e quella di Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra. Membro della Società Geologica Italiana dal 1961, ne fu Vice-presidente (1994-1996) e poi Presidente (1997-1999).

Negli anni '60 e '70, l'attività di ricerca si concentrò su tematiche di sedimentologia delle successioni giurassiche umbro-marchigiane e delle successioni torbiditiche di avanfossa dell'Appennino.  A metà degli anni '70, ampliò il suo campo di ricerca al paleomagnetismo, in contatto con i maggiori esperti del settore, quali Alfred G. Fisher, James E.T. Channel e Walter Alvarez, coi quali organizzò nel 1976 una storica conferenza internazionale sulla stratigrafia paleomagnetica.
Agli inizi degli anni '80, intuì come per capire a fondo la storia evolutiva tettono-stratigrafica dell'Appennino fosse necessario aprirsi a nuovi campi di conoscenza e ricerca quali la geologia strutturale, la meccanica della deformazione e, successivamente, la geodinamica. Da questa sua nuova "passione", nacque la scuola di geologia strutturale dell'Università di Perugia.

L'attività di Pialli nell'ambito della geologia strutturale italiana coniugava aspetti tradizionali e profondamente innovativi, e si caratterizzava per la capacità organizzativa e l'apertura mentale, che gli consentì di promuovere efficacemente il dialogo multidisciplinare, in particolare con la Geofisica.  Convinto dell'importanza del lavoro di terreno come base della geologia, fu attivissimo nei progetti di cartografia regionale e nel progetto CARG, coordinando le attività di alcuni Fogli umbri.  A seguito degli eventi di Norcia (1979) e dell'Irpinia (1980), si interessò dello studio dei terremoti, contribuendo a porre le basi per la moderna sismotettonica, intesa come analisi integrata di dati geologici, di superficie e profondi, e di dati sismologici e geofisici: in quest'ambito, ricoprì gli incarichi di Presidente  dell'Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico del CNR e di membro del Consiglio Scientifico del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (GNDT), con l'incarico di responsabile della linea di ricerca "Sismotettonica".

Svolse un ruolo di primo piano nel progetto CROP (Crosta Profonda), finalizzato all'acquisizione ed interpretazione di profili di sismica a riflessione a scala crostale: diresse il profilo CROP03 (Appennino settentrionale) e co-diresse il Profilo CROP18 (Toscana), favorendo e rendendo possibile una fruttuosa e non scontata collaborazione tra accademia e industria e tra ricercatori con differente formazione, dalla fisica e geofisica alla geologia stratigrafica e strutturale.

Walter Alvarez ha definito Pialli un "uomo rinascimentale": era poliedrico, scientificamente ed umanamente, ma anche mai prevaricatore e molto rispettoso delle idee degli altri. Pialli aveva indubbie doti carismatiche e le sue appassionate lezioni suscitavano l'interesse e l'entusiasmo degli studenti.

Nell'arco di circa 35 anni, fino al 1999, anno della sua morte prematura ed improvvisa avvenuta alla giovane età di 59 anni, Pialli ha prodotto oltre 100 pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, che spaziano dai temi della geologia del sedimentario, geologia strutturale, tettonica, sismotettonica, geofisica e geodinamica relativamente a diversi settori della catena appenninica.

FONTI E BIBLIOGRAFIA
Colacicchi R. (2002) - In memoria di Giampaolo Pialli, Boll. Soc. Geol. It., Volume speciale n. 1, VII-XIII;
Alvarez W. (2002) - Ricordo di Giampaolo Pialli, Boll. Soc. Geol. It., Volume speciale n. 1, XV-XVII; Proceedings of Scientific Meeting "Geological and Geodinamic Evolution of the Apennines": Held in Foligno (Pg) February 16th-18th 2000 in Memory of Giampaolo Pialli, Boll. Soc. Geol. It., Volume speciale  fasc. n. 1 e 2

 
 

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