Presso il Senato si è svolta la Conferenza sulla Cartografia Geologica. La comunità dei geologi chiede il completamento della Cartografia Geologica, oggi al 50%, politiche in grado di avvicinare i giovani alla geologia e alle geoscienze con istituzione di programmi scolastici, l'inserimento di un certificato che attesti il grado di rischio naturale all'atto dell'acquisto di un edificio.
Nicola Casagli – docente Geologia Applicata Università di Firenze: "La frana di Niscemi non è legata ai cambiamenti climatici. Cartografia Geologica Nazionale è fondamentale completarla ".
Rodolfo Carosi – Presidente Società Geologica Italiana: "Carta Geologica al 50% con finanziamenti che si limitano al 2027. Intanto i geologi hanno lavoro, sono richiesti ma mancano. Si sono dimezzate le matricole universitarie ".
Roberto Troncarelli – Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: "La Geologia è scomparsa dalle scuole. In Sardegna, in tutta la Sardegna, gli iscritti al Corso di Studi in Scienze Geologiche sono solo 7!
La grande sfida sarà quella di attirare i giovani. E' nostra intenzione lavorare alla proposta di creare un Istituto di Scuole Superiori ad indirizzo geologico e che possa comprendere le geoscienze in un epoca in cui la società ha nuovi obiettivi e necessità ".
Eugenio Di Loreto – Referente Società Italiana di Geologia Ambientale: "La Sigea sta costruendo una proposta che preveda l'inserimento della certificazione sul grado di rischio naturale all'atto dell'acquisto di un edificio. Il cittadino ha il diritto di sapere quale sia il grado di rischi naturali sul territorio dove vuole comprare".
Maria Lettieri – Responsabile del Servizio per la Geologia strutturale e marina, per il rilevamento e la cartografia Geologica di ISPRA : " La Cartografia geologica è uno strumento fondamentale per la conoscenza del nostro territorio e va considerata come un attento e aggiornato check-up del territorio al pari di un check-up medico per il corpo umano, indispensabile perché consente di identificare le aree critiche su cui concentrare indagini ulteriori o investire con interventi mirati e corretti. E' necessaria per supportare la produzione di carte geotematiche di maggiore dettaglio".
La Cartografia geologica è uno strumento fondamentale per la conoscenza del nostro territorio e va considerata come un attento e aggiornato check-up del territorio al pari di un check-up medico per il corpo umano, indispensabile perché consente di identificare le aree critiche su cui concentrare indagini ulteriori o investire con interventi mirati e corretti. E' necessaria per supportare la produzione di carte geotematiche di maggiore dettaglio
" Niscemi non è una frana legata al cambiamento climatico anche perchè c'è stata una pioggia normale. Non sappiamo ancora le dimensioni esatte di questa frana di circa 4 km e 700 metri. E' la frana più grande che io abbia visto in 35 anni di carriera". Lo ha affermato Nicola Casagli, docente di Geologia Applicata presso l'Università di Firenze, intervenendo alla Conferenza sulla Carta Geologica Italiana svoltasi al Senato.
E proprio sulla Carta Geologica, Casagli è stato molto chiaro.
" I disastri che hanno colpito ad esempio la Romagna, la Toscana, ripetutamente, due volte nel 2023 la Romagna, poi la Toscana, poi le Marche, poi nel 2024 la Toscana, ancora la Romagna, nel 2025 la Toscana, ed ancora la Romagna – ha continuato Casagli - con un vero accanimento, senza precedenti con eventi di tempo di ritorno stimati addirittura a 500 anni, hanno generato decine di migliaia di frane, ben 40.000 soltanto in regioni come la la Romagna. Frane che si sono andate a sviluppare su terreni, su rocce che magari non erano perimetrate nelle mappe dell'Autorità di Bacino e dell'Autorità di Distretto. Il lavoro che è stato fatto sulla Cartografia Geologica Italiana, a partire dagli anni 2000, ha contribuito a cartografare tutti i rischi sul territorio nazionale, sulla base dei fenomeni precedenti. La Cartografia Geologica è fondamentale che venga completata anche perchè è la base delle carte geotematiche".
Mancano i geologi! I giovani non si avvicinano alla Geologia. I Dipartimenti di Scienze della Terra stanno rischiando la scomparsa.
"Ad oggi i fondi per la Cartografia Geologica si fermano al 2027, al prossimo anno. La Cartografia è la radiografia del territorio, quindi conoscere cosa c'è in superficie e nel sottosuolo. È uno strumento fondamentale per conoscere la geologia e per prevenire i disastri dovuti alle calamità naturali, perché conoscendo il territorio possiamo intervenire – ha affermato Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana - e sapere dove verranno episodi franosi, terremoti. L'attuale Cartografia Geologica completa che copre tutto il territorio nazionale è vecchia ed è addirittura su scala di 1:1000.000, quella moderna che è su scala di 1:50.000 è al 50%. Al Governo chiediamo di completare la Cartografia Geologica Nazionale in tempi non lunghi. L'altro aspetto è il dimezzamento delle matricole in scienze geologiche che sono dimezzate negli ultimi dieci anni e quindi in tempi medio – lunghi potrebbero mancare geologi su un territorio che ha necessità, nonostante ci sia una grande richiesta e ci sia anche parecchio lavoro per i geologi . C'è richiesta di geologi anche per ricerche minerarie, materie prime, terre rare. La Cartografia Geologica è utile anche per mappare i giacimenti minerari, materie prime e servono geologi molto specializzati".
In questi giorni si parla molto di delocalizzazione. La delocalizzazione non è una novità per l'Italia, è accaduto più volte!
"Le caratteristiche geologiche sono certamente la causa predisponente del dissesto, a Niscemi e non sono caratteristiche che rappresentano una novità. La zona è stata interessata nel passato, anche nei secoli scorsi, da eventi. È un dissesto che si conosceva – ha affermato Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi - è un dissesto sul quale c'era stata già una conclusione piuttosto dettagliata di una commissione di esperti. Bisogna delocalizzare e la delocalizzazione non è una novità per una Nazione come l'Italia. Cito ad esempio la Commissione De Marchi, a valle degli eventi del 1966, che durarono settimane interessando tutto il nord Italia, fino all'alluvione di Firenze , indicò una progressiva delocalizzazione degli abitati che ricadevano in zone connotate da rischio molto elevato per frane e alluvioni, addirittura arrivando a stimare i tempi, in circa 30 anni, ed anche costi che all'epoca erano 9 mila miliardi, equivalenti al netto dell'indicizzazione agli attuali 70 miliardi di euro. La delocalizzazione è un programma di grande ambizione e di lungo periodo che può essere attuato da una classe politica che deve oramai prestare attenzione a queste criticità".
La sfida su scala nazionale è anche quella di avere geologia nelle scuole e sarà una battaglia costante del Consiglio Nazionale dei Geologi intenzionato a campagne che possano vedere il coinvolgimento dei giovani.
"Vogliamo lavorare alla proposta di istituzione dell'Istituto di scuola superiore ad indirizzo geologico ma soprattutto in grado di comprendere lo studio delle geoscienze. Spesso il geologo viene avvicinato solo a frane ed alluvioni ma la società moderna ha percorsi diversi che vediamo attraverso l'attualità. Il Consiglio Nazionale dei Geologi - ha continuato Troncarelli - avrà molto rigore nella promozione della conoscenza geologica del territorio, ponendola al centro di qualsiasi valutazione politica. Oggi abbiamo disponibilità di una grande quantità di dati del sottosuolo che consentono valutazioni di grande responsabilità, direi prima che di responsabilità tecnica, di responsabilità etica e civile. Oggi i geologi sono pochi. Sto girando tutta l'Italia e ad esempio in Sardegna, in tutta la Sardegna, abbiamo solo 7 iscritti al Corso di Studi in Scienze Geologiche e gli stessi Dipartimenti di Scienze della Terra, in Italia, stanno scomparendo. In molte Università i Dipartimenti di Scienze della Terra sono stati accorpati a biologia, ingegneria ed altre materie. Quindi la prima cosa è promuovere l'attenzione delle nuove classi di giovani nell'imminenza della scelta del percorso universitario. Mancano geologi e non si riesce a capire perché in un Paese di grandi capacità geologiche come l'Italia. Mancano i geologi ma non manca il lavoro per i geologi. Dunque il primo obiettivo sarà quello di avvicinare i ragazzi alla conoscenza della geologia e far sapere loro che possono scegliere anche lo studio universitario delle Scienze della Terra e poi sensibilizzare la classe politica.
Non si può più pensare di poter avere uno Stato sicuro, senza una conoscenza geologica che ne governi, le scelte di politica territoriale".
Carta Geologica e inserimento di una certificazione che attesti il grado di rischio naturale all'atto dell'acquisto di un edificio.
"La Carta Geologica Italiana è fondamentale per la conoscenza del territorio. Vorrei ricordare l'impegno del geologo Franco Ortolani che portò avanti la battaglia ai tempi degli eventi di Ischia. E' fondamentale la Carta Geologica ed è fondamentale prevedere l'obbligo di conoscenza del grado di rischio naturale all'atto di acquisto di qualsiasi edificio.
E' un aiuto a chi si trova ad acquistare un'abitazione – ha affermato Eugenio Di Loreto, Referente della Società Italiana di Geologia Ambientale - per sapere se quella abitazione si trova in un territorio ad alto rischio. Noi vorremmo che negli atti di compravendita sia inserito anche un documento che attesti il livello di rischio naturale. In questo modo l'acquirente sarà consapevole che nel corso degli anni potrebbe avere danni. Noi come geologi non avremmo mai acquistato una casa che si trova su terreni sabbiosi e sul ciglio di una scarpata. Non lo faremmo e non lo facciamo perchè siamo consapevoli, conosciamo i rischi ma il cittadino con ogni probabilità non lo sa ed è giusto che invece sia informato. Chi ha acquistato lo avrà fatto in buona fede. Questo discorso vale per Niscemi ma anche per tutto il territorio nazionale. Crediamo che sia corretto che l'acquirente sappia, all'atto di acquisto, conosca il grado di rischio naturale".
E c'è l'appello di ISPRA!
"La Cartografia geologica è uno strumento fondamentale per la conoscenza del nostro territorio e va considerata come un attento e aggiornato check-up del territorio – ha affermato Maria Lettieri, Responsabile del Servizio per la Geologia strutturale e marina, per il rilevamento e la cartografia Geologica di ISPRA - al pari di un check-up medico per il corpo umano, indispensabile perché consente di identificare le aree critiche su cui concentrare indagini ulteriori o investire con interventi mirati e corretti. E' necessaria per supportare la produzione di carte geotematiche di maggiore dettaglio".
Durante la conferenza - La Cartografia Geologica D'Italia – continua rinnovandosi – tenutasi presso la Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, al Senato della Repubblica, in Piazza Capranica 72 a Roma, voluta ed organizzata da Ruggiero Quarto, già senatore della Repubblica, è stato presentato il caso – studio della Toscana come modello positivo.
Al riguardo erano presenti Guido Lavorini della Regione Toscana, Leonardo Disperati , coordinatore del Foglio di Pericolosità Geologica – che ha coperto una vasta area della Toscana con l'ausilio anche di sistemi satellitari e Intelligenza Artificiale.