Terremoto in Albania - 26 Novembre 2019

Società Geologica Italiana

La complessa storia geologica dell'areale mediterraneo è scandita da terremoti che ci ricordano in maniera cruenta che siamo comparse in un pianeta sempre in evoluzione e che agisce senza preavviso impattando sulla nostra vita. Ultimo di una serie di terremoti è quello che ha colpito l'Albania. Cerchiamo di capire cosa è accaduto la notte del 26 novembre.

L'intensa sismicità dell'Arco Ellenico, dove la placca africana si immerge sotto all'Egeo, testimonia l'attiva convergenza fra Africa ed Eurasia che ha modellato e sta modellando l'area mediterranea. Questa fascia di sismicità continua, seppur con intensità ridotta, nella catena montuosa della Grecia occidentale per proseguire poi in Albania e Montenegro.

I terremoti compressivi al fronte di queste catene (ad esempio il forte terremoto Mw 6,9 del Montenegro nell'Aprile 1979) indicano che un raccorciamento è tuttora in corso in questo settore di catena che borda a oriente l'Adriatico centro-meridionale.

I terremoti avvenuti nei pressi di Durazzo nella notte del 26 Novembre si collocano in questo contesto, come confermato dal meccanismo focale della scossa principale (Mw 6,2) che mostra piani di faglia compressivi posti a ca. 10 km di profondità. Il terremoto, comparabile come energia liberata a quello dell'Aquila dell'Aprile 2009, ha provocato ingenti danni e purtroppo anche vittime e dispersi fra la popolazione. La litosfera sottostante la Puglia e l'Adriatico meridionale si flette sotto il carico delle falde tettoniche della catena Ellenico-Albanese, immergendosi verso est. Questa condizione di accoppiamento tra catena e avampaese ha favorito la trasmissione delle onde sismiche dall'Albania verso la Puglia, dove il terremoto è stato avvertito destando una certa preoccupazione tra la popolazione.

A cura di Andrea Argnani.


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